Di Tutto Un Podcast

Idee e opinioni sul nostro mondo

2×12 Ad ogni Libro la Sua Voce


La vita moderna ci ha stravolto le abitudini, Il tempo che avevamo a disposizione un tempo ora non sappiamo cosa sia.
Tutto questo alla fine, oltre ad essere una realtà, può comunque diventare un pretesto, ma se state cercando una soluzione…
allora siete in benvenuti in DI TUTTO UN PODCAST

Torniamo a parlare di Audiolibri, e questa volta senza sfiorare l’argomento ma approfondendolo in modo molto accurato e cercando di capire quali sono le finalità e le potenzialità di questo specifico medium. Come avevamo promesso tempo fa, finalmente raggiungiamo anche in questo caso lo scopo che ci siamo prefissati, ossia una buona divulgazione dell’informazione attraverso i protagonisti e gli sperti del caso.

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IL NARRATORE

Abbiamo avuto l’onore di parlare con il Prof. Maurizio Falghera, fondatore e curatore dell’editrice ILNARRATORE.COM, che è il più importante soggetto italiano nel campo degli audiolibri. In questa interessantissima intervista avremo modo non solo di conoscere meglio l’editrice, ma avremo modo di approfondire, sia storicamente che tecnicamente la questione Audiolibri a livello internazionale e nazionale.

DONARE UNA LETTURA

Intervistando Edo Pasca, autore del Podcast Siee Giuee Accaso, scopriamo meglio la sua iniziativa dedicata al Decamerone. Edo, assieme a sua moglie, hanno letto le novelle di Boccaccio da donare al portale Liber Liber (del quale torneremo a parlare). Parlandone con lui avremo modo di capire come nasce questa iniziativa, quale era il suo scopo originale e soprattutto come raggiungere l’opera.

Anche Max Fierro, autore del Podcast INTOTHENEXUS ha da poco iniziato a realizzare un’operazione simile con un altro tipo di opera. Ci facciamo raccontare anche da lui questa sua iniziativa.

ATTENZIONE: L’episodio dura poco più di 2 ore.

BRANI ASCOLTABILI IN QUESTO EPISODIO:

  • Please Tell Me – Krys
  • Born to shine – Man in Route
  • Sand Holder – Uccio Ghezzer
  • Tiempo per Dinero – Vagos Permanientes
  • Una Via D’uscita – Chato, Jim & MEG
  • What Words – Urban Castle Magic
  • Black Jack – Railways and Dog
  • Babylon Systtem – Ki Sap
  • Insegnami a Ballare – Emily Country Folk

Tutti i brani provengono dal portale Jamendo.com

LICENZA DEL PODCAST: 
Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera

24 commenti su “2×12 Ad ogni Libro la Sua Voce

  1. Erika
    31 gennaio 2011

    Michela ma quanto sei diventata brava?🙂
    Sto ascoltando la puntata, interessantissima!
    PS: per restare in tema puntata, non me vogliano gli artisti che avete selezionato per la vs playlist, ‘zappo’ la musica per guadagnare tempo😛

    • Michela De Paola
      31 gennaio 2011

      Grazie cara,
      devo ammettere che la passione sta prendendo il sopravvento, e ogni volta cerco di migliorare un pochettino…
      anche se ancora ho molto da imparare…
      per la musica, si mi rendo conto…..
      in queste ultime puntate abbiamo un pò esagerato, quindi ogni zompettino è lecito🙂

      Grazie per il tuo affetto carissima🙂

    • Simone Pizzi
      31 gennaio 2011

      Hai visto? Ha fatto fatica a seguire le indicazioni e il tirocinio…
      perché è cocciuta… ma alla fine ha preso la sua strada e sta diventando bravissima…
      presto la sentiremo andare da sola in un suo progetto.

  2. Liartes
    30 gennaio 2011

    Ce l’ho fatta, sono riuscito finalmente a finire la puntata! Parliamoci chiaro, non che la puntata sia stata noiosa (tutt’altro, riuscite sempre a parlare di argomenti molto stimolanti) ma ho dovuto ascoltarla in 3 parti perche’ non avevo mai tempo sufficiente per poterla ascoltare tutta d’un fiato (non mi piace ascoltare il vostro podcast mentre faccio altro perche’ non mi concentro bene e finisco per non seguire voi e non terminare correttamente quello che stavo facendo).

    Capisco che per voi e’ importante lasciare libero il discorso dell’intervistato e fargli raccontare la sua storia… pero’ credo abbia ragione Edo, se proprio non volevi tagliare nulla delle interviste avresti almeno dovuto tagliare qualche brano per accorciare un po’. Potevi stare sempre dentro i 5/6 brani tanto la puntata non era noiosa. Specie l’ultimo pezzo dopo l’appello di Multimanie e’ stata veramente “inutile” (non che il pezzo fosse brutto, tutt’altro, ma era veramente necessario un break in quel momento o era meglio passare direttamente alla chiusura vista l’elefantiaca durata della puntata?).

    Cmq, tutti facciamo degli errori e ognuno ha una sua concezione della trasmissione (che e’ vostra e quindi deve piacere principalmente a voi ;o).

    Ora che ho finito di fare il cacacazzi© posso dirvi che quasi “aspettavo” una puntata sugli audiolibri che, a mio avviso, sono forse l’unico modo per trovare tempo di “leggere” quando pensi che di tempo tu non ne abbia piu’. Qualche mese fa comprai l’audiolibro di “Che la festa cominci” di Ammaniti (che credo sia proprio edito da Il Narratore e letto magistralmente da Ettore Tirabassi) e mi ha tenuto compagnia per un paio di settimane nei miei spostamenti quotidiani… Sono convinto che gli audiolibri ci salveranno l’umanita’ dall’ignoranza! :o)

    Grande Edo, finalmente il tuo Decamerone ha ottenuto la platea che gli si addice!😉

    • Simone Pizzi
      30 gennaio 2011

      sono consapevole dello sbilanciamento. Mi spiace che si sia molto focalizzata l’attenzione sul fatto che la struttura dell’epsiodio sia stato cosi sbillanciato… questo lova ovviamente attenzione al contenuto. Ma come dici anche tu Ciccio, tutti possono sbagliare😉
      Mi dispiace se la puntata sia difficile da ascoltare perché il tema è veramente interessante.
      Concordo sul fatto che nella società moderna e con questi ritmi gli audiolibri salveranno o possono salvare la cultura😉

      • Pietro Busalacchi
        31 gennaio 2011

        Io credo che chi ascolta un podcast abbia il diritto di farlo a modo suo. Io ad esempio, come ho già scritto in passato, spesso salto i brani musicali perché mi interessa più la “polpa” parlata…però è vero che in questa puntata c’era tanta (troppa?) musica. Però per ovviare basta qualche…clic!

        • Simone Pizzi
          31 gennaio 2011

          Si ma infatti il vantaggio è ascoltare quando, come e dove si vuole e nei tempi che si ha…
          cio nonostante queste varianti, questi esperimenti mi portano comunque a fare delle mie considerazioni e a rivalutare tutta una serie di cose.
          E’ vero che negli ultimi episodi, come è accaduto anche in passato nonostante che DTUP avesse trovato il suo format definitivo, abbiamo usato questa trasmissione come esperimento sia tecnico che contenutistico… un laboratorio se vogliamo, però è vero che forse una trasmissione come questa non puo essere tutto e non puo essere di farie forme. Quindi vedremo cosa accadrà nel prossimo futuro.

  3. NeXuS
    30 gennaio 2011

    Ooooooh, sono finalmente riuscito a sentire la puntata!

    Concordo con Edo sullo sbilanciamento tra contenuto e musica, ma non penso ci fosse troppa musica, solo mal distribuita.

    Pignoleria a parte, una ottima puntata come al solito, su un argomento molto interessante e che meriterebbe molto piu’ spazio di quello che gli viene dedicato in Italia.

    Grazie per la “ospitata”, prometto di finire il secondo capitolo appena torno in Corea.🙂

    • Simone Pizzi
      30 gennaio 2011

      Si, comunque l’eliminazione di un paio di brani sarebbe stato un bene…😉

  4. Nino
    28 gennaio 2011

    haha l’altro giorno ho ascoltato il primo episodio de “il gioco degli immortali” bello molto bello, ci sono pure i dalek😀

    Saluti, Nino.

  5. Edo
    25 gennaio 2011

    Personalmente trovo che ci sia uno sbilanciamento tra musica e contenuti nella vostra trasmissione, se vogliamo. Intendo dire che intervallate dei brani musicali alle interviste ma e’ evidente che il vostro impegno sta quasi tutto nei contenuti e per questo la qualita’ del vostro podcast e’ alta –non voglio dire che cercare musica sia non sia impegnativo.

    Inoltre in questa puntata ci sono stati troppi brani. Personalmente mi piace di piu’ ascoltare la musica quando o ha un’attinenza con i contenuti o quando e’ parte importante della trasmissione, penso a zio donato, sproloquiocast o ad alcune puntate di nowhercast quando c’era Max di KIK live che introduceva i brani –non quando ci sono quei du’ bischeri di Matt&Graz😉. Invece non mi piace molto quando la musica e’ usata solo per intervallare del parlato. Non mi piace per svariate ragioni, una per tutte e’ che non si dà sufficiente risalto agli sforzi creativi delle band che ci danno la possibilità di usare le loro creazioni (e giocare alla radio).

    In ogni caso questo è un errore in cui sono incappato anch’io e di cui mi sono accorto recentemente ascoltando la vostra trasmissione 2×09. Inizialmente Siee Giuee Accaso era organizzato attorno ad un pezzo (in generale un’intervista) che era il vero contenuto che era montato tra la sigla, una introduzione ed una conclusione. Sono poi passato ad un format in cui ci fossero più pezzi parlati intervallati da musica, ovvero un po’ piu’ radiofonico. Però ho capito che non devo scopiazzare la radio; la formula magica non c’è ma di sicuro bisogna trovare una sapiente mescolanza tra il parlato e la musica. E darle (alla musica e anche ai musicisti) la giusta importanza.

    Dura è la strada per la perfezione, eh?

    PS Grazie per gli auguri per la convalescenza. Tutto procede bene.

    • Simone Pizzi
      25 gennaio 2011

      Concordo sul fatto che non bisogna scimmiottare le trasmissioni radio e, implicitamente concordo sul fatto che i podcast possono essere qualcos’altro. Ma probabilmente io ho una visione diversa, una visione che deriva anche dal mio backgound operativo e culturale e una visione più USA di come fare e non fare determinate cose. Infondo io credo che il mio sogno sia la radio, la webradio in un certo senso sarebbe alla mia portata. Ecco perché, soprattutto dopo le prime sperimentazioni, DTUP è diventato qualcosa di molto ben strutturato (a mio parere) con un formar di certo non originale ma sicuramente pensato per essere al meglio come una trasmissione radiofonica sui modelli che noi amiamo di più, ossia Radio Capital e Radio Rock.
      Detto questo, la musica è una componente importante di questa trasmissione sin dalle origini e quindi mi è sembrato giusto, in accordo con Michela, mantenere questa impronta soprattutto quando il formar si era stabilizzato in nitro, news, argomento1, argomento2, annuncio, prefinale e finale o, come nel caso delle interviste nitro, news, intervista, annuncio, prefinale e finale, dove l’intervista, a seconda della sua lunghezza, era divisa in due o tre parti, o come nel caso di pietro, in quattro.
      Fondamentalmente la nostra trasmissione ha un’impronta di tipo generalissimo e di intrattenimento, fondendo questa visione dal punto di vista generale ad una serie di contenuti ben diversi dalle trasmissioni generalistiche. In questo modo, anche sondando il parere generale dei nostri ascoltatori, anche gli argomenti più pesati diventavano tollerabili perché si creavano delle pause. Ovvio che non essendo una trasmissione di musica, la musica stessa era funzionale piuttosto che celebrata. Poi ci siamo lasciati a varie sperimentazioni come accadrà di nuovo nella prossima puntata, per vedere dove si può andare (vedi puntata 2×09 dove l’impronta del talkshow radiofonico è preponderante, tipo di trasmissione che io amo e che sono abituato ad ascoltare) ma il format di DTUP tornerà sempre alla sua impronta originale nonostante queste incursioni a varie formule.
      In realtà il vero problema è che in questa trasmissione abbiamo accorpato molti elementi, dalla musica alle tipologie diverse di racconti o di contenuti, quindi non è nemmeno detto che termineremo DTUP per separare le varie forme di trasmissione in trasmissioni diverse e dedicate a specifiche direzioni e impronte. E’ ancora tutto da vedere. Ma una cosa è certa, almeno dal mio punto di vista, ossia che DTUP è una trasmissione non fatta per noi, ma fatta per essere ascoltata, altrimenti che senso avrebbe fare tutti gli sforzi che facciamo per crear contenuti?
      Su questa puntata però sono d’accordo, io credo di aver esagerato con la musica messa in scaletta e che probabilmente con meno brani la puntata sarebbe durata di meno. E’ solo che visti gli interventi, ben tre distinti in una sola puntata, avevo paura che la cosa fosse troppo gravosa all’ascolto ed invece credo di aver fatto l’effetto contrario. Ma non so se sia veramente così, non ho avuto un feedback in proposito… oramai credo che chi ci ascolta si sia abituato a questo formato.

      Per noi è tutta crescita, crescita che forse vuole andare verso una direzione, verso un fine… ma è ancora presto per poterlo dire😉

      Comunque una cosa è certa, apprezzo le tue osservazioni e anzi, apprezzo anche la tua schiettezza perché è sempre motivo di riflessione.

      • Edo
        26 gennaio 2011

        Certamente le mie erano considerazione di ordine generale. Si adattavano a questa puntata nel senso che aver scelto di intervallare musica a parlato ha reso la puntata troppo lunga e poco agevole. Io personalmente avrei tagliato la mia intervista in un paio di punti… di certo la seconda parte e la parte di emule.

        Purtroppo noi avevamo registrato l’intervento gia’ qualche tempo addietro, senno’ sarebbe stato molto piu’ bello poter fare un mini talk show insieme a Max. Secondo me avrebbe funzionato molto meglio.

        Secondo me la trasmissione la fate, forse, con finalita’ divulgative, ma d’altronde le cose non le sapete prima, o mi sbaglio? Quindi la finalita’ divulgativa e’ una scusa per capire, imparare cose nuove per voi in primis, o mi sbaglio? E’ quello che faccio in SGA. Difficilmente parlo di fisica, m’e’ capitato solo nell’ultima puntata, ma in generale si parla di cose di cui non so una mazza e chiedo a chi sa!

        Comunque le considerazioni rimangono: per ogni puntata, ogni argomento bisogna trovare un equilibrio.

        Ciao

  6. Edo
    25 gennaio 2011

    Bello! Non conoscevo per nulla ilnarratore.com, e m’e’ piaciuto quello e che Maurizio Falghera ha detto, e come. Concordo che manchi una cultura dell’ascolto. In generale…

    Ciao

    • Simone Pizzi
      25 gennaio 2011

      Si e si riflette su tutto, dall’audiolibro al podcast, dalla radio fino ad una semplice conversazione

  7. Pietro Busalacchi
    24 gennaio 2011

    Sono cliente del Narratore.com da un po’ di tempo e mi ha fatto veramente piacere ascoltare Maurizio Falghera.

    A me gli audiolibri piacciono molto e quando posso li ascolto con piacere. E dipende da chi li legge certe voltel’audiolibro mi piace più del libro stesso.

    Ma in Italia si legge poco e si ascolta ancora meno…purtroppo! Eppure tramite l’audiolibro si possono “legger” libri che altrimenti si faticherebbe a leggere, ad esempio io tramite il Narratore.com ho preso l’audiolibro dei “Viceré” di federico De Roberto che letto da una voce magistrale di cui adesso mi sfugge il nome si è tramutao da un “mattone” in un libro godibilissimo. Ma potrei fare altri cento esempi…

    Gran bella puntata, a dispetto della precedente…;o)

    • Simone Pizzi
      25 gennaio 2011

      Io credo una cosa: secondo me un audiolibro non è semplicemente un’integrazione del libro stampato, ma può essere anche un’alternativa. Un audiolibro è un qualcosa a se, è uno strumento che espande il piacere del ricevere una narrazione. Se è vero che la penetrazione di un audiolibro è proporzionata alla capacità di lettura è anche vero che un audiolibro ti pone davanti ad una storia con maggiore ricchezza. E’ paradossalmente uno strumento nuovo e allo stesso tempo ci riporta all’antico, quando le storie venivano raccontate. Ci sono due prerogative per apprezzare un audiolibro ossia l’amore per una buona storia (e questo va bene sia per l’audiolibro che per il libro ma con un vantaggio per l’audiolibro che non giustifica la pigrizia o la fatica di leggere) e l’amore per il sentir raccontare una buona storia.

  8. EnricaS
    24 gennaio 2011

    Puntata interessantissima! Certo Falghera è un po logorroico! Sarà che a furia di narrare…🙂

    • Maurizio
      25 gennaio 2011

      Opppsss!! Cavoli ! E’ vero…ho ascoltato tutta la puntata (grazie ancora per lo spazio riservato a il Narratore !) e devo dire che è proprio un po’ logorroico ‘sto Narratore…e anche un pelo ridondante… ma tant’è… non capita tutti i giorni un’intervista così lunga. Spero solo che qualche contenuto sugli audiolibri sia passato🙂 Lunga vita al vostro podcast.
      Maurizio

      • Simone Pizzi
        25 gennaio 2011

        Beh io posso confermare che la puntata è piaciuta veramente tanto.
        Per quel che riguarda il discorso lunghezza o ridondanza, bhe… se io fossi stato un professionista e questa fosse stata una trasmissione radiofonica di livello broadcast, con un accurato editing si sarebbe potuto accorciare e rendere la sostanza. Ma questa non è una trasmissione broadcast e quindi lo spazio che amiamo dedicare alla gente che ha qualcosa da dire è quello che il racconto vuole. Siano contenti di come sia andata l’intervista, siamo contenti di tutte le nostre interviste proprio perché se non rispettiamo la libertà di fare il programma senza termini di tempo tradiremmo un po lo spirito indipendente del podcast.
        Comunque grazie ancora e spero di poterti interpellare ancora in futuro, sia su Moby Dick (romanzo sul quale faremo una puntatona speciale tra un paio di mesi) che magari su altri temi sfiorati in questa intervista che non è stato possibile approfondire.
        Grazie ancora.

    • Simone Pizzi
      25 gennaio 2011

      Il vizio di un Narratore. Io nella maggior parte dei casi l considero un dono😉

  9. jumpy
    24 gennaio 2011

    sempre interessanti………. mia cognata (la donna di mio fratello) usa gli audiolibri per imparare meglio l’italiano (lei è colombiana)🙂

    mi è venuta in mente una battuta…….

    “CIAO CHE LIBRO STAI LEGGENDO?”…… ” MAH! ME NE STANNO LEGGENDO UN PAIO!!”

    :-))))))))))

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