Di Tutto Un Podcast

Idee e opinioni sul nostro mondo

1×15 Il Segreto Dell’Isola Delle Scimmie


Ancora interviste per Di Tutto Un Podcast, e ancora interviste di lusso. Questa volta ci facciamo una bella chiacchierata su quello che sta diventando sempre più un fenomeno di intrattenimento di massa anche nel nostro paese: i videogiochi. Una panoramica sul fenomeno, sulla sua evoluzione e sull’industry con Pierpaolo Greco, Direttore Editoriale del portale Multiplayer.it, la maggior testata web italiana nel campo videoludico.
Pierpaolo, che ci ha fatto il grandissimo onore di essere ani nostri microfoni, ci racconta la sua storia di videogiocatore e come questa sua passione sia diventata una professione, quella di giornalista e di critico competente del settore. Ci siamo anche soffermati, sul finale, su quello che viene riconosciuto a livello generale dagli appassionati, uno dei giochi del secolo, ossia Monkey Island, che a venti anni di distanza dalla sua prima pubblicazione fa ancora parlare di se.
Nel ringraziare Pierpaolo Greco per il tempo che ci ha dedicato e quel pizzico di prestigio in più che ci ha regalato, vi auguriamo un buon ascolto.


Per scaricare la puntata clicca QUI!
Per abbonarti gratis su iTunes clicca QUI!
Per abbonarti tramite un qualsiasi altro lettore di Podcast clicca QUI

Multiplayer.it il maggior portale italiano di videogiochi
Multiplayer.it Podcast, l’audio podcast del portale condotto da Pierpaolo Greco e soci.

Brani ascoltati in questo episodio
Admiralty – JT Bruce
At Night It Comes – Lost in Oblivion

LICENZA DEL PODCAST: 
Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera

19 commenti su “1×15 Il Segreto Dell’Isola Delle Scimmie

  1. Yarin VooDoo
    19 agosto 2010

    Beh…la mia puntata no?😀😀
    Bella intervista ed ottima parlantina di Pierpaolo Greco! Eh Eh!

    Belli i cenni di memoria sulla versione Amiga (che non ho mai giocato a suo tempo, ma rigiocata poi via abandonware…che poi non è così complicato daiii!) ed il terrore dei dischi.
    Interessanti anche gli spunti legati all’evoluzione tecnologica dei videogames, meriterebbero un approfondimento, come un’analisi sulla sceneggiatura e la loro evoluzione proprio partendo da un cenno di Pierpaolo che indica come ancora ristretti i gruppi di scenografi all’interno dei team di sviluppo e passando, ovviamente, per le avventure testuale e grafiche per arrivare ad Heavy Rain.

    Da “malato” di Monkey, confesso qui, che ho giocato tutti i sequel, nonostante fossero osceni, come pure mi fremono le mani di giocare le opere dei Telltales…ossessivo compulsivo?😀

    • Simone Pizzi
      19 agosto 2010

      A dire il vero la tua puntata deve ancora venire e se avrai tempo magari ti coinvolgeró.
      In ogni caso lo spunto è interessante anche se sai del mio progetto e di quanto sarà dura prepararlo per bene. Evoluzione, generi e sceneggiatura sono temi da preparare affondo

  2. NeXuS
    27 luglio 2010

    Io avrei tante cose da dire, ma rimando una parte dei miei commenti alla nuova puntata del mio podcast (a breve online in forma audio e video).

    Per il resto medito su come commentare.🙂

    • Simone Pizzi
      27 luglio 2010

      cosa è… un viral della tua nuova puntata o un modo per farmi venire la curiosità su queste tante cose da dire?😀

  3. Pietro Busalacchi
    25 luglio 2010

    Questa volta affronto la puntata da un punto di vista critico, ovviamente non nei confronti tuoi Simone o di tua moglie ma dell’argomento in sè.

    Quando si affacciavano i vari Commodore 64, Vic20 ecc. io frequentavo ingegeneria elettronica e non vi nascondo il mio grande stupore quando i miei colleghi utilizzavano queste macchine delle meraviglie (per quei tempi) solo per giocarci e/o poco più.

    Il mio interesse invece era per la programmazione, dall’assembler, al Pascal finendo al Basic. E da allora ho sempre sostenuto che utilizzare il PC per giocare è come utilizzare il telefono solo per avere l’agenda elettronica incorporata.

    Avrete capito quindi che non ho praticamente mai giocato né con il computer né con qualunque altra diavoleria elettronica. Possiedo la PS3 ma per il blue-ray e la possibilità di vedere i dvx (e per mia figlia).

    Nei corsi di informatica che negli ultimi tempi, per il mio lavoro, mi è capitato di fare nelle scuole medie non poco è stato il mio sconforto nello scoprire che l’uso principale che i nostri adolescenti fanno del PC è per giocarci e per il social network (netlog, facebook ecc.).

    Con questo non voglio fare il moralista dei videogiochi, per carità! Si giochi pure, ma insegniamo ai nostri figli che il computer di casa non è SOLO “macchina per giocare” bensì uno strumento utile e potente per fare ANCHE tante altre cose.

    In ultimo, altrimenti la faccio troppo lunga, sto riascoltando tutte le vecchie puntate e soprattutto la 1×00 mi ha tolto tante curiosità su di voi… mai avrei pensato Simone che facevi l’assicuratore…e adesso che lo so ti apprezzo ancora di più!

    Mi ripeto, siete bravi, avete grinta e volontà…e andrete lontano. Io intanto sto preparando un DVD da distribuire ai miei amici (anche quelli che snobbano il computer) con tutte le vostre puntate perché vi reputo il miglior modo di far capire di come si possa realizzare una trasmissione di opinione-informazione-intrattenimento dal basso, quindi indipendente, senza avere alle spalle potentati mediatici e/o economici.

    Alla prossima!

    • Simone Pizzi
      25 luglio 2010

      Guarda, senza affrontare il discorso da un punto di vista di confronto, io comprendo cio che intendi e tutto sommato sono d’accordo con te. Io però faccio parte di una generazione che alla fine, con quelle macchine, quasi ero costretto, se non incuriosito, a programmare perché di scelte ce ne erano poche. Addirittura, una volta, parlando con un mio amico che studiava ingegneria informatica, ho scoperto che il basic non viene nemmeno più nominato nelle lezioni, quando io lo conosidero una sorta di protolinguaggio moderno, una sorta di lingua morta, è come se fosse un po il latino della programmazione a termini.
      Oggi è tutto accomodato, sistemato in modo che nessuno si debba porre il problema sul come dover fare una determinata cosa. Io ricordo ancora le battaglie con i config.sys e gli autoexec.bat per far runzionare un’applicazione su MSDOS.
      Ciò nonostante riconosco ai videogiochi una determinata e fondamentale importanza, oltre che dignità come media di diffusione, di intrattenimento e anche di piccole opere d’arte (almeno in due casi in assoluto).
      Ho pensato di parlare di videogiochi perché questi fanno comunque parte del mondo che mi circonda e quindi un argomento buono e dignitoso come altri di essere trattato.🙂

      Per il resto di quel che hai scritto sotto, bhe, i tuoi complimenti sono sempre stati ben graditi, spesso li abbiamo accolti anche con una certa soddisfazione. Ma in questo caso, e te lo dico con il massimo dell’onestà, ci hai non solo lusingati, ma anche spiazzati… parole come le tue ci creano una sorta di conflitto tra grande piacere e imbarazzo perché sono proprio a questi complimenti e a questi gesti, che non si sa mai in che modo rispondere o che atteggiamento prendere quindi ce li incassiamo silenti e ti abbracciamo idealmente perché sono comunque le parole che ci fanno guardare nella direzione in cui stiamo andando, nella direzione dalla quale siamo partiti, per poter sempre più dare il meglio in un media così difficile come un podcast, che se fosse solo per i risultati numerici, uno potrebbe facilmente e frettolosamente scoraggiarsi😉
      Grazie ancora, e alla via così… ovviamente.

      • Pietro Busalacchi
        25 luglio 2010

        Simone vuoi che non sappia queste cose?

        Il mio rammarico è vedere i ragazzini, e non solo quelli, per cui il computer è SOLO un dispositivo per giocare. E se gli chiedi di fare un copia incolla ti guardano stralunati…

        Il Basic fa parte del passato, ci sono però i linguaggi di programmazione evoluti che permettono di far fare grandi cose al un computer con poco sforzo. Ecco basterebbe perdere meno tempo a giocare(l’aspetto ludico va bene in dosi moderate) e interessarsi ad altro.

        Se la cultura è rivoluzionaria, la cultura informatica al giorno d’oggi lo è ancora di più. Occorre farglielo capire…

        Per quanto riguarda i complimenti, ti assicuro che non sono il tipo da spergerne a profusione. E non mi pare di aver esagerato nelle odi. Ho (ri)conosco un merito e l’ho detto.

        Ricambio il vostro abbraccio. E sono contento che ,come ho ascoltato in una puntata, a te piacciano gli audiolibri, che quando ne parlo mi guardano come se venissi da Marte.

        • Simone Pizzi
          25 luglio 2010

          Assolutamente, io sono un grande sostenitore, per varie ragioni, degli audiolibri. Strumento assai poco utilizzato in Italia anche se le cose stanno pian piano cambiando😉

        • Michela De Paola
          25 luglio 2010

          Pietro mi aggiungo anche io all’abbraccio virtuale, le tue parole sono davvero molto ma molto importanti per noi… e sono d’accordo con voi in merito al discorso i ragazzi ed il computer…

          Anche noi vogliamo una copia del dvd🙂

  4. Nino
    23 luglio 2010

    ecco ditelo che se dici di essere fan di star trek ti guardano storto😀

    • Simone Pizzi
      25 luglio 2010

      Non so bene chi tu sia, se sei una persona che conosciamo o un ascoltatore puro🙂
      ma in ogni caso riceverai una sorpresa a settembre… come te anche tanti altri ovviamente😀

  5. Liartes
    23 luglio 2010

    Sontuosa puntata… credo che hai colpito tutti noi nostalgici riacutizzando quella nostalgia un po’ sopita.
    Ero un hardcore gamer anch’io e proprio come Pierpaolo leggevo ogni mese TGM (The Game Machine) e, quando inizio’, anche “Giochi per il mio computer”. Ricordo pure i problemi di spazio che avevo in camera visto che ormai non sapevo piu’ dove stivare quelle riviste (no, non ero ricco, ero solo fortunato perche’ il mio prozio aveva un’edicola e potevo prendermi tutto quello che volevo gratuitamente).

    Se ci penso bene e’ stato forse per “colpa” dei videogiochi che mi son messo in testa di voler studiare giornalismo e fare il giornalista.
    Grazie a mio padre (che ha sempre avuto un debole per le nuove tecnologie) sono cresciuto a pane e Pong (avevo quello originale, connesso alla tv e con le due manopoline per muovere le racchettine), Plus 4, Commodore 16, Commodore 64 e poi PC.
    E’ strano come questa mia passione si sia quasi del tutto spenta. Cioe’, prima io potevo passare interi pomeriggi a giocare a Baldur’s Gate o Deus Ex e adesso le uniche occasioni in cui gioco e’ soltanto quando sono a casa di qualcuno e mi chiede se voglio farmi una partita a PES, a quello non so dire di no. Eppure ho la PSP2 e da quando ho traslocato (15 gennaio) non l’ho ancora nemmeno montata nella casa nuova, e’ ancora dentro la scatola. Forse non mi va piu’ di giocare da solo, anche perche’ devo dire che le persone che vedo con piu’ frequenza non sono dei videogiocatori e quindi forse quello non stimola in me il desiderio di mettermi a giocare.

    Comunque non sono pienamente d’accordo sul fatto che tutti i videogiochi ambientati nel mondo di StarWars sono delle chiaviche. Io ricordo con piacere che uno dei piu’ bei giochi di ruolo che ho giocato (togliendo i mostri sacri) e’ stato proprio “Star Wars: Knight of the Old Republic”, di cui poi hanno fatto un seguito altrettanto buono.

    Per quanto riguarda invece Monkey Island mi sento veramente commosso… pensa che proprio in questi giorni stavo pensando di acquistare la versione per iPhone, dopo questa intervista mi sa che lo faro’, mi e’ venuta troppa voglia di rigiocarlo!

    • Simone Pizzi
      25 luglio 2010

      Cicciuzzo bello tu sei una sorpresa continua😀
      Per quel che riguarda KOTOR si, hai ragione e lo volevo nominare, ma sicuramente anche Pierpalo lo aveva pensato, ma il discorso verteva su una profonda critica della vena LucasArts e quindi eravamo trascinati dal disprezzo😀

  6. paniki
    23 luglio 2010

    😀

    quanti ricordi, per la maggior parte dell’intervista mi sono perso nei meandri a 8 bit di un mondo che mi ha fatto esplodere l’immaginazione da bambino. i videogiochi erano per me una grande passione, un motivo per aggregarmi ad altri ragazzi che schifavano il calcio e che cercavano mondi nuovi da esplorare.
    forse ero un piccolo nerd e vero, che si svegliava presto per aspettare che aprisse il bar, per andare a giocare😀
    a parte il mitico Guybrush Threepwood di monkey island o sam e max ween the prophecy, cannon fodder, sono sempre stato un grandissimo appassionato di another world , che tutt’oggi ritengo un gioco geniale.
    anche io ho iniziato dagli albori di intelevision, gli atari, lo spectrum,msx, c-64, amiga, e tutte le varie console, e devo dire che questa cosa mi ha fatto socializzare piu che recludere.
    il mio gruppo si riuniva a casa di un amico, dove fra libri game e giochi di ruolo, ci scambiavamo i dischetti dei giochi, l’amiga 500 piu di tutti ci ha regalato momenti memorabili.

    non dimenticherò mai nemmeno il mitico “BIT & LED” di Nettuno, dove potevamo rifornirci di nuovi materiali, scambiare idee, e farci nuovi amici, o le sale gioco, che erano dei veri posti di raduno massonico😀

    veramente grazie per i bei ricordi rievocati, anche se oggi come oggi mi accontento di giocare a fallout 3 (che cmq mi ha preso parecchio) su console strapotenti in confronto a quelle di prima.cmq provo sempre nostalgia per quel mondo nascente, che dava un nuovo potere alla fantasia interattiva.

    un caro saluto

    Lester Knight Chaykin

    • Simone Pizzi
      25 luglio 2010

      Probabilmente Bit & LEd se lo ricorda Pierpaolo, io andavo da Pulsar… a Via Magna Grecia…
      ma era un’ltra vita.
      Grazie a te Alex… grazie di cuore😉

  7. jumpy
    23 luglio 2010

    da questa puntata prendo spunto per un po di osservazioni:
    io sono sempre stato un videogiocatore da sala, partendo da Pac-man – tennis (co le du bacchette)- a tetris….. per arrivare poi a queli piu di azione specie con armi (che non amo nella realtà) tipo quello degli zombi che ti attaccano (non chiedermi i nomi) o quello che trovo molto bello del tiratore scelto con le varie missioni….piuttosto che i videogiochi da casa
    Forse solo perchè non potevo permettermelo in casa ma comunque no ho mai fatto richieste in questo senso, magari per il subbuteo si! 🙂

    Però ho lavorato al GAMELAND riprendendo sta miriade di ragazzini chiusi nei garage dell’auditorium a spararsi contro al gioco dei militari (per i nomi so sempre scarso).
    Posso notare l’abilità nell’uso del joystick, ma socialmente mi sembra un allontanamento dai rapporti diretti tra ragazzi … e forse è questo che mi “spaventa” di piu ….. d’altronde anche stare davanti al pc su internet è comunque alienante e …..”crea dipendenza” . Ma forse sto ragionando da vecchio come mi accusi spesso!😉

    il rapporto cinema- videogichi : oggi con la mancanza di idee dei cinematografari spesso c’è una interazioni …film che diventano videogiochi e viceversa!

    so che è un esperimento … ma tanto per dirtelo ogni tanto la voce dell’intervistato va a scatti come uno sgancio digitale [ 😉 ]

    La puntata è comunque interessante!…… vabbè dai —sei bravo pure tu a fà le interviste ….gnè gnè gnè….🙂

    • Simone Pizzi
      25 luglio 2010

      Sul discorso dell’allontanamento dalla socialità non sono, ovviamente, d’accordo.
      Spesso si parla di queste cose su un presupposto di impressione e non su un dato di esperienza oggettiva. Io sono sempre stato, e lo sono ancora, un videogiocatore, anche con fasi di profondo accanimento, e tutto si può dire di me che io non sia una psrsona in grado di socializzare, anzi, ho fatto della socializzazione una delle mie armi migliori.
      Il problema è che su ogni fenomeno che genera estremismo o fanatismo, dal videogames al seguace delle filosofie spirituali orientali, ogni cosa genera una distorsione profonda.
      Sul discorso cinema e giochi, non era quello il discorso che intendevamo fare, ma mi rendo conto che su alcune cose noi abbiamo discusso dando per scontato che chi ascoltava fosse in grado di bypassare alcuni presupposti. Ma probabilmente ci ritorneremo sopra. Quello che intendevamo è quanta componente di cinematografizzazione ora ci sta nei videogiochi, sia in termini narrativi che in termini visivi, quindi di puro movimento di tecnica di “macchina da presa”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: