Di Tutto Un Podcast

Idee e opinioni sul nostro mondo

1×12 Le Regole di Ciccio


Questa volta vi presentiamo un’intervistona. …Ona perchè lunga, veramente lunga. La cosa bella è che paradossalmente è stata facile da condurre, perché è andata da se, perché Ciccio, anche se ci voleva far credere il contrario, aveva le idee molto chiare su cosa dire, su cosa raccontare. Ciccio, si, al secolo Francesco Ereddia, giovane siciliano che ha fatto la scelta di lasciare l’Italia. Personaggio preparato, intelligente, acuto osservatore e intellettualmente onesto, tanto onesto da far trasparire il suo profondo senso di giustizia e saper anche ammettere i suoi limiti, la sensazione di sconfitta e la rinascita in un nuovo mondo, una nuova terra… una terra non sua. Ci racconta la sua storia Ciccio, ce la racconta come la racconterebbe ad un amico, al pub, davanti ad un bel boccalone di birra olandese schiumosa e fresca. Ci racconta delle sue delusioni, della fortuna di aver vissuto in un ambiente in grando di saperlo accogliere. Ma ci racconta anche della sua esigenza di abbandonare la sua terra, che contina ad amare in modo profondo, come solo i Siciliani sanno fare, talmente profondo da sentirne il profumo qualche volta, da sentirne il richiamo di notte. Ma Francesco Ereddia non è solo questo, è anche una persona che ha studiato giornalismo, che osserva e critica in modo feroce e radicale il suo paese dal quale si è allontanato, ma lo fa sempre con garbo, educazione, quando qualche volta ci vorrebbero colpi più profondi. Francesco è anche un Podcaster, con la sua trasmissione, con la quale mantiene viva la passione per il giornalismo e la ricerca di musica nuova, alternativa, cercando di dare spazio a tutti quegli artstisti validi che altrimenti non avrebbero tanta visibilità… in pieno stile e filosofia Podcast insomma. Non resta che ascoltarla la puntata di Ciccio, ascoltarla e apprezzarla e conoscere meglio un personaggio che già da due anni cavalca le onde di questo media. Buon ascolto.

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NOTA: Questa è la prima intervista a quatro mani. Stretti stretti nella cabina telefonica Simone Pizzi e Michela De Paola inaugurano questa nuova chiacchierata in comune.

FRANSCESCO EREDDIA Profilo su MySpace Pagina su Facebook

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Abbiamo ascoltato

NOBLESSE – Life SupportSito della band, MySpace e Facebook. Potete acquistare il loro album tramite iTunes o sulla pagina BadCamp a partire da 2 euro (si possono offrire cifre superiori se lo si ritiene giusto). Per conoscere meglio la Band basta ascoltare la puntata numero 25 di SproloquioCast dove Ciccio Ereddia li ha intervistati.

VEIVECURA – I Giorni A Ritroso – E’ possibile visitare il MySpace del progetto e la pagina su Facebook. Purtroppo non è possibile acquistare l’album da nessuna parte ma ci sono dei brani liberamente scaricabili su Rockit.it. Francesco ha fatto l’intervista su VeiveCura e Giuseppe Terra nell’episodio 24 di SproloquioCast.

FIRE OF ATLAS – Burn The Queen – Ecco il MySpace e la pagina su MusicAlley per scoprire questo altro progetto musicale.

Un piccolo omaggio a Francesco, a VeiveCura e alla Sicilia con questo video molto evocativo. http://www.youtube.com/watch?v=tzWsrTZXOsg

57 commenti su “1×12 Le Regole di Ciccio

  1. Yarin VooDoo
    17 agosto 2010

    Puntata… “AB-NORMAL”!!!!
    Quasi due ore..madoooooooo!!!!!

    Comunque bella, soprattutto per l’ironia e l’intelligenza del protagonista, complimenti.
    Certo che un pelino, a volerlo, ci sarebbe…da un podcaster con così “tanta” esperienza sul campo (1 anno e 1/2 direi che è una discreta quantità di tempo) mi sarei aspettato più fluidità di dialogo, mentre all’inizio ogni 2/3 parole ci scappava un eheeee!!!
    Fortunatamente la cosa non dura troppo e non appena Francesco si sente a suo agio il tutto fluisce alla grande.

    LUNGA LUNGA LUNGA … ma DIVERTENTE da ascoltare!

    • Simone Pizzi
      17 agosto 2010

      E pensare che una puntata di Francesco dura si e no 45 minuti.
      Il vero problema è che tutti all’inizio non vogliono farsi intervistare, poi non sai più come azzittirli😀
      Questo bisognerebbe imparare, l’arte dell’interruzione. Le puntate durerebbero la metà.

      • Yarin VooDoo
        19 agosto 2010

        In effetti il problema è che ci si fa prendere facilmente la mano, soprattutto se la discussione è interessante, ma è proprio la capacità di sintetizzare e contenere la discussione che permette di evolversi professionalmente in questo tipo di media come i podcast.
        Non che gli intervistati vadano ammutoliti, ma saper dirigere la discussione è sicuramente una grande capacità.

  2. Matt
    13 luglio 2010

    Azz.. Ma che casino sono i commenti con le risposte.. Ci vuole uno storico per ricomporre la cronologia!
    A parte le cagate, vinti e vincitori, mi piacerebbe finalmente parlare di europa come europeo prima che italiano, mentre la nostra tendenza e’ quella di vederci come manerbiensi prima che bresciani, bresciani prima che lombardi e lombardi prima che (se necessario) italiani.. Le origini sono importanti, ma nel mondo di oggi non dovrebbe essere un’etichetta o un’impedimento..
    Vorrei iniziare veramente a pensarmi cittadino del mondo..

    • Pietro Busalacchi
      13 luglio 2010

      Concordo con Matt sul fatto che dovremmo iniziare a pensarci liberi cittadini del mondo e non romani, siciliani, italiani…

      Io però rivendico il diritto di ognuno alla scelta. Deve essere una mia scelta se lavorare in Sicilia o in Australia, in base ai miei iesideri, alle mie capacità e possibilità.

      Non può essere un condizionamento sociale, un veleno sociale (nepotismo, clientelismo, corruzione) a decidere per me se farmi rimanere o meno.

      Non è vera libertà quella che mi permette solo di andarmene!!!

      • Simone Pizzi
        13 luglio 2010

        ovviamente…

        Anche se io sono in primis un Cittadino di Roma e poi un abitante del mondo…
        e pensare che una volta erano quasi la stessa cosa…. :D:D:D:D:D

        ovviamente sto scherzando.

    • Simone Pizzi
      13 luglio 2010

      Si, anche io volevo approcciare questa linea, soprattutto nell’intervista, poi mi sono scordato😀
      comunque sono in perfetto accordo con te, anche se indiscutibilmentealcune culture hanno un legame più definito con la propria terra e le proprie origini e da una parte questo ne definisce una caratteristica e quindi un elemento da non perdere.

  3. resistenza
    12 luglio 2010

    Quante belle parole…quanti bei pensieri…
    ma rimane sempre troppo facile fare armi e bagagli e cambiare paese, città, regione, nazione, continente…
    andare per tornare???ma che cosa dite?questo mi sembra il solito pensiero “parassita”…
    RESTARE PER RESISTERE.
    un solo motto e una sola ragione.
    troppo facile dire “voglio cambiare le cose, ma vado via”, “l’Italia fa schifo però mi piace e non la cambierei con nessun’altra terra”
    ma fatemi il piacere…
    Provate a rimanere e lottare per quello che credete di poter cambiare dall’estero.
    ha ragione Ciccio…Lui è uno sconfitto, Voi siete degli sconfitti.
    Noi i veri vincitori. Noi i veri artefici delle nostre fortune di cui voi vi fate belli……………

    • Pietro Busalacchi
      12 luglio 2010

      Fa sempre piacere incontrare gente con le idee chiare e la certezze in tasca. Credo che prima di emettere sentenze bisognerebbe conoscere la storia delle singole persone, e magari sapere che dopo anni e anni di duro lavoro di volontariato nei ranghi del glorioso partito comunista, dopo la mattanza di giudici, politici e poliziotti degli anni 80-90, ho dovuto lasciare la mia palermo verso i lidi padani perché anche nel sindacato (quello rosso s’intende) lavoravo in nero. Perché nell’università dovevo lavorare in nero, perché le scuole private mi assumevano solo se mi pagavo di tasca mia i contributi. E intanto… servivo ai tavoli alle feste dell’Unità!
      Lui sarà un “vincitore”, a partire dal coraggio di firmarsi anonimamente “resistenza”, ma la mia impressione è che abbia vinto forse qualche battaglia, la “guerra” credo proprio di no. Mi spiace per lui ma la vera “resistenza” sta altrove.

      • Simone Pizzi
        12 luglio 2010

        Ma cosa ha vinto? semmai fosse una persona vera conidee vere, cosa che ne dubito conoscendo internet da una vita, sarà sicuramente un ventitreenne coi capelli rasta e sette canne pronte per la serata pieno di ideologia con il cellulare scassato che fa figo e un bel Mac Pro dentro casa🙂

      • resistenza
        12 luglio 2010

        e dove di preciso?
        le guerre si perdono perchè siamo sempre in pochi a combatterle….

        • Simone Pizzi
          12 luglio 2010

          Ma do sta sta guerra?… dove la vedi? su che piano? con quali mezzi? e a che pro?… in sostanza… ma de che stai a parlà?😉

        • resistenza
          12 luglio 2010

          internet non dà volti ma non per questo non vuol dire essere privi di idee…
          qui vi vantate di disquisire su belle discussioni…a me invece sembra di parlare con gente che sa solo incensarsi di quello che fa (e che devo dire fate bene) ma che ipocritamente bocciate tutto quello che la pensa diversamente da Voi…
          ecco perchè l’Italia non può fare grandi passi avanti: la gente guarda solo il proprio orticello ma non appena ci si confronta con qualcuno di diverso ecco che scattano i soliti luoghi comuni (i rasta, le canne…)…
          i miei complimenti.
          e per la precisione io non porto i capelli lunghi, non porto barbe alla “che” Guevara, non mi drogo, non bevo e non fumo ma per questo non dico a Voi che siete dei balordi ubriaconi solo perchè ti fai una birra “olandese”, nè ti chiamo drogato solo perchè ti fai uno spinello, nè ti chiamo barbone solo perchè porti i capelli lunghi……
          e per la cronaca faccio l’infermiere.

          • Simone Pizzi
            12 luglio 2010

            Se parli di confronto tu hai blaterato e non ti sei confrontato
            Non hai espresso idee ma hai buttato li dei dogmi
            Se ti poni cosi ricevi questo, ed è anche troppo.
            Su internet non ha volti, bah… mi pare la giustificazione del vigliacco.
            Vuoi sapere che volti ha Internet? Ha i volti di quelli come me, liartes, mia moglie, Pietro (che mette nome e cognome) che esprimono il loro dissenso con coraggio. Noi abbiamo pubblicato puntate con registrazioni che non sapevamo se potevamo mettere o meno, abbiamo fatto il nostro preciso discorso contro la becera politica e cultura italiana e lo facciamo a nostro rischio e pericolo perché non ci sono false email a nasconderci e non ci sono testate giornalistiche a proteggerci il giorno in cui qualcuno si fa girare il culo e ci fa un attacco diretto, magari anche giudiziario. Quindi senza presupposti, senza una discussione seria, senza fatti, come quelli che fa Ciccio, che tu definisci sconfitto, per me il resto so solo parole da ciarlatani pieni di idee ammucchiate o voglia di fare rumore. Per il resto, se non ti droghi, se non hai i capelli lunghi ecc ecc… mah… è tutto da dimostrare😀

            • Matt
              13 luglio 2010

              vincitori e vinti…
              Identità nascoste…
              La verità è che si scappa per sopravvivere, non per vincere.. Ma vincere cosa poi? Un lavoro vero? Dignità? Riconoscenza? Non dovrebbe essere un diritto?
              L’italia è una repubblica fondata sul lavoro
              Sul lavoro di chi? Di gente che si sbraccia per nulla, che lavora per due lire, che se non è in nero non viene assunta, che se si lamenta perchè non ha il caschetto e le scarpe antinfortunistiche non lavora più, che se cerca di far valere i propri diritti di uomo viene lasciato a casa, che istruisce i nostri figli precario a vita, che se non rischia la vita non arriva a fine giornata con i pezzi che servono…
              L’italia è così, e sarà così fino a quando la politica non cambierà..
              La gente deve cambiare mentalità, ma è la politica che deve far rispettare le regole, perchè le regole ci sono…
              E se l’unico modo di vivere è andare all’estero.. E’ triste, ma estero sia.

    • Simone Pizzi
      12 luglio 2010

      Io l’unica cosa che vedo è un attacco preconcetto ma soprattutto pretestuoso fatto di semplice e mera polemica e di voglia di alzare un po la polvere. Il tuo è un discorso talmente decontestualizzato, forzato, ideologizzato e generalista che merita risposta solo per il gusto di risponderti. Nessun reale parere espresso, nessun desiderio di confronto, solo lo sblatero di chi oggi si è connesso e ha confuso termini e posizioni socialiste con un’esternazione del tutto fascista. Viva la Didascalia insomma. Il festival del perculiamo la gente e chi sè visto sè visto!

      “Noi i veri vincitori. Noi i veri artefici delle nostre fortune di cui voi vi fate belli……………” questa poi è la cigliegina sulla torta… Noi chi? vincitori di cosa?… e chi si fa bello di cosa? Bene… spero che il festival del buttamola in caciara con sane banalità sia finito🙂

      • Pietro Busalacchi
        12 luglio 2010

        Simone, nel tuo blog non mi sarei mai permesso di replicare in malo modo. Comunque sottoscrivo tutto quello che hai scritto tu, faccine comprese. Forse ho fatto male a rispondergli. Ma cosa vuoi, come già detto, ci sono argomenti che mi toccano nel profondo…

        • Simone Pizzi
          12 luglio 2010

          Io accetto la discussione e amo anche la polemica. Non ha senso per me il flame fine a ste stesso, buttato lì tanto per far caciara. Forse quando avevo 20 anni potevo anche starci dietro, ma a quasi 40 pretendo che se qualcuno viene a casa mia a dire qualcosa, la contestualizzi almeno… o ancora meglio, si presenti.

          • Liartes
            13 luglio 2010

            Polemica inutile. Credo stiate perdendo tempo con lui perche’ cio’ che vuole e’ soltanto polemizzare.

            Cio’ che trovo piu’ divertente e’ il nome che ha utilizzato, quel resistenza che sa tanto di sinistra ma anche di vigliaccheria perche’ e’ un nome utile per mischiarsi nella folla.

            Detto questo, di fronte a persone come “Resistenza” non mi sento assolutamente uno sconfitto, io lotto apertamente tramite il mio podcast senza nascondere la mia faccia e la mia azione e’ visibile a tutti… lui si riempie la bocca di “guerre, battaglie, parassiti e restare per resistere” ma alla fin fine non mi pare abbia elencato nessun fatto a supporto delle sue parole…

            Come diceva un famoso comico: “Fatti, non pugnette!”😉

    • Michela De Paola
      12 luglio 2010

      E’ sempre bello vedere che nell’esprimere i propri pensieri la gente ha il coraggio di metterci la faccia.

      Sconfitto è chi non sa guardare al di là del proprio naso, chi insulta qualcuno senza neanche avere il coraggio di dichiarare la sua reale identità…

      I miei più vivi complimenti se questi sono gli eroi della nuova resistenza l’Italia non avrà molto futuro.

    • paniki
      12 luglio 2010

      come recita il testo di una bella canzone ” le paure non hanno fissa dimora”
      chi scappa dai problemi se ne trova sempre altri davanti, e il sogno americano di una terra lontana che puo risolvere “TUTTI” i tuoi problemi, sa piu di bufala avariata e che di grande verità.
      poi emigrare da un paese del sud, per un paese del nord della stessa nazione, con lo stesso governo,ma solo con un dialetto diverso per dire le stesse bugie, e ancora piu penoso, e lo dico per esperienza diretta.
      io ho lasciato la bella Roma, per questo cesso di Milano, dove ho ritrovato la stessa mentalità che avevo lasciato dietro di me, ma con piu solitudine e frustrazione, perche dietro ho lasciato tutti gli amici che con me hanno sofferto le difficoltà di un territorio comunque difficile.
      ma io non credo sia questo il caso.
      non stiamo parlando di guerre da combattere, ma stiamo parlando di vite, e ognuno deve rispettare una scelta fatta per rispetto della propria vita, per rispetto alla propria persona, ai propri sogni, gli stessi che spesso vengono ostacolati da chi ti sta vicino, ha sofferto al tuo fianco, e ti vuole vedere morto insieme a lui, in battaglie che forse non saremo mai in grado di combattere, e nemmeno capire fino in fondo.
      a me piace il rispetto verso l’opinione di tutti, e penso che tutto il pianeta è fatto per essere abitato, al di la delle barriere invisibili che gli abbiamo messo noi.
      Se l’ olanda ha un sistema che offre una serenità di un certo livello, ad un tipo di personalità, per me è normalissima l’immigrazione, e porto tutto il mio rispetto per chi, con coraggio, lascia tutto quello che amava,tutti gli affetti e aprte di se, per amore della scoperta del nuovo,la sfida a migliorarsi, e per amore verso se stessi, per crescere,e poi magari tornare a casa piu forte, ed aiutare quelli piu stanchi a rialzarsi per continuare a lottare insieme.

      • Simone Pizzi
        13 luglio 2010

        Purtroppo Ale, troppo spesso, me compreso magari, tendiamo a generalizzare il nostro pensiero. Tutto quello che abbiamo voluto fare fino ad ora con le nostre interviste è raccontare delle storie singole, quello che muove una persona. Non abbiamo ancora intervistato Garibaldi e il suo intento di unificare l’Italia o Mao nella sua rivoluzione cinese. Forse proprio questa necessità di generalizzare ideologicamente la vita e vederla sotto un punto di vista specificamente politico non aiuta più a comprendere l’individuo. Se massifichiamo tutto ideologicamente non facciamo altro che fare quello che facevano le BR, ossia azioni criminali giustificate ideologicamente, ideologia che accecava a tal punto da far portare a termine cose che altrimenti non ci sarebbe stato il coraggio di fare. Se vi riascoltate la telefonata del Dottor Nikolay sulle ultime volontà di Aldo Moro ci rendiam conto di quanto anche queste forzature lasciassero trapelare il dubbio, l’angoscia.

        Quindi riprendiamo contatto con la realtà e quando parliamo di persone, ascoltiamole e cerchiamo di comprendere i perché delle proprie scelte. Quando parliamo di insieme, di politica, allora possiamo dare la nostra visione ideale, assolutista o meno.
        Comunque concordo con il tuo pensiero.

        • paniki
          13 luglio 2010

          si certo, è come dici tu, e lo ripeto insieme a te, si parla di un esperienza singola, di una vita, di una scelta, non dei massimi sistemi o della politica in generale.
          ma in questo periodo un po tutti sono presi dalle questioni politiche Italiane, e rimane difficile fare un distinguo di una , mentre sei bombardato da altre mille.
          “resistenza” ne è la prova, ed io rispetto il parere di tutti, e da li arriva la mia risposta.
          certo che, ognuno è libero di dire la sua, e sarebbe gradito non nascondersi dietro finti slogan, e affrontare le discussioni con la propria faccia, è sicuramente piu onesto, e non si puo politicizzare tutto, anche la scelta di un ragazzo che poi non sta facendo nulla di sbagliato ( parlo di Francesco).
          che penso abbia anche nostalgia di casa.

          io se potessi me ne andrei in olanda oggi, e lascerei certi biechi modi di pensare, l’eterna lotta fra fazioni che contraddistingue questo paese da secoli, sempre piu sminuzzato, sempre piu fratturato, perche alla fine non sappiamo piu nemmeno ascoltarci, ed ognuno continua solo che a dire la sua, in un loop folle e inutile.

          comunque, scusate se mi sono concentrato solo su questo discorso, ma volevo dare solo il mio parere😀

          in bocca al lupo a ciccio e ai suoi progetti.

          • Simone Pizzi
            13 luglio 2010

            Noi siamo il paese delle parrocchie…
            ognun guarda la sua e parla per mezzo del suo prete.

            • paniki
              13 luglio 2010

              della PANNOCCHIE😀😀
              come correre nudi di schiena in un campo di pannocchie.

          • Liartes
            14 luglio 2010

            Grazie Ale, crepi il lupo!!!😉

  4. Edo
    12 luglio 2010

    commento a s-pizzi-chi e bocconi mentre ascolto: e’ vero che in olanda se fai bene il tuo lavoro te lo dicono (e anche se lo fai male) ma non e’ che sia del tutto naturale: e’ un po’ una tradizione quando si parla col capo prima lui ti dice cosa va bene e poi cosa va male, ma sempre indorando la pillola.

    Cio’ detto e’ comunque bello sentirsi dire che si e’ fatto bene.

    • Simone Pizzi
      12 luglio 2010

      Soprattutto se si è in coscienza di sapere che lo si è fatto😉

  5. Edo
    12 luglio 2010

    Andare via dall’Italia e’ una sconfitta? Per chi? Da emigrato (in Olanda, e Ciccio lo conosco di persona! E’ un grande!), penso che sia una sconfitta per l’Italia piu’ che per me.

    • Pietro Busalacchi
      12 luglio 2010

      Questo mi pare il ragionamento opposto…se uno è costretto ad andare via gli sconfitti sono coloro che restano.
      I cervelli che vanno all’estero sono sicuramente un impoverimento per l’Italia, non c’è dubbio alcuno.
      Ma questo cosa vuol dire che sia giusto “fuggire”? Che sia meglio andare nei posti dove fanno le multe alle biciclette? Ed anche ai pedoni?
      Non saprei… Generalizzare è sempre difficile. I nepotismi, i favoritismi, le raccomandazioni una certa allergia per le regole fanno parte del nostro essere italiani. In Olanda ci saranno altri problemi…
      E’ Francesco non sarà uno sconfitto, come non lo sono stato io, cambiando regione di residenza pur rimanendo in Italia, semplicemte siamo persone che hanno cercato (trovato?) altrove di dare un senso alla propria vita.

      • Liartes
        12 luglio 2010

        Visto che si cerca di interpretare il mio pensiero, allora vi do una mano a comprendere meglio quello che intendo.
        Io nell’intervista non intendevo assolutamente paragonare me stesso ad un cervello in fuga (anche perche’ per esserlo dovrei avere un cervello eheheheh ;oP). Una miscela di eventi concatenati e tutti concentrati nell’arco di 6 mesi sono stati il detonatore che ha fatto esplodere la mia testa spingendomi ad allontanarmi dalla Sicilia.

        Per Pietro ed Edo: io mi sento uno sconfitto perche’ sarebbe stato bello riuscire a combattere il malaffare e il malcostume rimanendo in Sicilia e combattendolo dall’interno (magari mettendo pure a rischio la mia vita! Mia madre mi dice sempre che non e’ proprio male che sia andato via perche’ io parlo troppo e non riesco a mandare giu’ silenziosamente le cose “storte” che vedo in Sicilia). Pero’ ad un certo punto mi son detto: “Ma perche’ devo spendere la mia vita a cercar di cambiare qualcosa che difficilmente cambiera’ (se non fra decine di anni)? Voglio davvero aspettare i miei 50 anni prima di riuscire a sorridere di nuovo?”. No, ho soltanto una vita e voglio cercare di godermela un po’ (discorso egoistico ma comprensibile e condivisibile suppongo).

        Non avrei mai fatto quello che ha fatto Pietro, ad esempio. Per me non avrebbe avuto senso andare al nord Italia per trovare fortuna. Non avevo (e non ho) il minimo interesse a vivere lontano dalla mia isola essendo nella stessa nazione. A me manca la Sicilia, non mi interessa lavorare a Milano, a Torino, a Padova, a Modena o a Verona (nulla di personale, ne ho citate alcune giusto per fare un esempio). Se devo stare lontano dalla mia isola allora preferisco stare almeno in un paese che riconosce i miei diritti e che “funziona” meglio dell’Italia. Per questo sono andato via.

        Quando tornero’ in Italia non voglio tornare in nessun altro posto che non sia la Sicilia. Li’ son nato, li’ son cresciuto e li’ voglio morire (magari moriro’ in una Sicilia migliore).

        • Simone Pizzi
          12 luglio 2010

          Intanto sono contento che da interviste come questa ne possano nascere belle discussioni. Al di la dei pareri o delle posizioni ovviamente.
          Voglio immediatamente ribadire il concetto già espresso sulla domanda sconfitta o meno: non voleva essere una domanda didascalica, non aveva intenzione di tirare fuori una posizione in senso assoluto, ma voleva solo sentire il parere di uno che la sensazione che ha la sta vivendo sulla pelle.
          Per ribadire un po il concetto aggiungo anche una cosa molto semplice. Per me non esiste un vero sconfitto o un vincitore e soprattutto non è una sfida tra l’Italia e i suoi contendenti. Io credo che andare via spesso è una soluzione indispensabile, necessaria e inevitabile, ma rappresenta comunque una resa, anche se giustificata, anche se logica. Non soffermiamoci sul termine puramente vile di “resa” perchè se vogliamo dare uno sguardo più profondo questa parola significa molto di più. Quando si fanno affermazioni e si fanno delle discussioni la prima cosa in assoluto è cercare di svincolarsi dalle posizioni culturali rispetto ai termini. I termini devono avere solo un valore di transito ed oggettivi, non vanno interpretati come uso culturale.
          Volevo precisare questo perchè essere coscienti ed onesti con il proprio io è la via migliore per vedere un futuro più sereno. Stigmatizzare i propri comportamenti o le parole che associamo ai nostri comportamenti invece è pericoloso perché forviante.
          Se la vogliamo vedere all’italiana comunque, quando una persona lascia la propria terra, leva qualcosa a se stesso e leva qualcosa alla propria terra. Questo è il riassunto finale.

  6. Pietro Busalacchi
    10 luglio 2010

    L’intervista di Francesco mi ha molto colpito e l’ho riascoltata (a pezzi) parecchie volte. La mia personale storia in parte ricalca la sua, io non sono riuscito a trovare lavoro a Palermo, la mia città e ho cercato lavoro a Modena. E la stessa è la rabbia ed il risentimento verso la mia isola.

    Un pugno allo stomaco invece mi è venuto dalla domanda di Simone, sul fatto se si è trattato di una fuga di un arrendersi o di una sconfitta. Domanda legittima beninteso, forse andava posta con più…delicatezza! Scherzo, ovviamente.

    Non avrei risposto come Francesco, troppo perenterio il suo dire “si mi sono arreso, sono scappato via”. Ho fatto di tutto per non “fuggire”, ma la dignità quella non ha prezzo.

    Dove le parole sono insufficienti vi invito ad ascoltare su YouTube la canzone “I pirati a Palermu” cantata da Etta Scollo o da Manunura.

    Si è fatto scempio della mia Sicilia e dei suoi abitanti, con il loro consenso. Ecco la triste verità.

    Grazie comune Simone e Michela per questa bella intervista.

    • Simone Pizzi
      11 luglio 2010

      Grazie a Francesco,
      noi ci proviamo a raccontare delle storie con un senso dentro…
      ma dipende molto dalla storia e dai suoi protagonisti.
      Ascolterò il brano che suggerisci molto volentieri.

  7. NeXuS
    10 luglio 2010

    Bella intervista, davvero. Mi sono sentito particolarmente vicino a Liartes quando, riferendosi agli amici che ti dicono “Ma tu te ne sei andato…”, dice che fa male.

    E’ vero, fa male, ma noi ce la mettiamo comunque tutta anche da lontano!

    • Simone Pizzi
      11 luglio 2010

      Beh, tornando alla mia domanda, di cui faceva sopra riferimento anche Pietro, ossia se andare via è la conseguenza di una sconfitta bhe, è stata posta in maniera provocatoria proprio per vedere come una persona intelligente ed onesta
      avrebbe risposto alla mia domanda. Io comprendo molto bene il senso della radice, dell’appartenenza ad una comunità. Comprendo anche che viviamo in un mondo diverso e che ora è piu facile sentirsi europeri o altro e andarsene anche solo per una scelta di vita.

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  9. Liartes
    9 luglio 2010

    Ah, e io che pensavo fosse il cavetto della mia cuffia fare i capricci… LOL!

    Per rispondere ai “deliri” (in senso affettuoso) di jumpy:

    La situazione televisiva in Olanda non e’ minimamente paragonabile a quella italiana, ma credo che in nessun paese europeo ci sia una situazione anche lontanmente simile a quella italiana. Non dico di piu’ perche’ francamente mi hai dato un’ottimo spunto per costruire un episodio di Hollanders (una rubrica del mio podcast sull’Olanda e gli olandesi)… grazie! ;o)

    Non so di chi sia il merito del non sentirisi “alieno”… Ho semplicemente detto che non ho mai avvertito quella sensazione specie nei primi mesi in Olanda. Intra nos, pero’, devo dire che qualche mese fa ero in giro in centro all’Aja e, senza preavviso, ho avuto come un senso di smarrimento e tutto cio’ che vedevo mi sembrava improvvisamente “alieno”, non mio. Strana sensazione che non avevo mai provato, perche’ fra l’altro mi e’ capitato in un luogo che vedo giornalmente… E’ stato una sorta di black-out e ho improvvisamente sentito una stretta al cuore e ho avvertito anche dolore allo stomaco, come quando si e’ estremamente nervosi prima di un esame.
    Mi auguro di non avvertirla piu’ e sono contento che finora non era mai successo.

    Concordo con jumpy riguardo al discorso sul podcast… Io dico sempre che il podcast e’ una valvola di sfogo per persone un po’ narcisiste ed egocentriche… ehheheheheh ;o)

    Ciauuuu

    • Simone Pizzi
      9 luglio 2010

      A si?… non ci avevo mai fatto caso…
      Ma questo vale per ogni forma di espressione cari miei. Tutti quelli che pensano che alcuni siano più egocentrici di altri pensano male. Cambia semmai il modo in cui lo si espone. Se faccio riferimento a me, come mia moglie dice sempre, io lo sono… ma lo sono in modo giocoso, ci scherzo molto sopra e non mi sono mai preso troppo sul serio. Ce ne sono altri, e li conosciamo, che invece erigono un monumento intorno al loro essere podcaster…😀

      • Liartes
        9 luglio 2010

        Hai perfettamente ragione, io sono un po’ come te… mi piace scherzarci sopra… altre persone hanno invece non meglio identificati “studi distribuiti”… LOL😛

        • Simone Pizzi
          9 luglio 2010

          hahahahahahaha….
          o emistudi😀

          • Michela De Paola
            9 luglio 2010

            comunque anche noi ahimé abbiamo uno studio distribuito: la cabina telefonica!

    • jumpy
      9 luglio 2010

      noto con piacere che tu hai compreso tutte le domande …senza che le riformulassi!
      quella sulla televisione olandese era un a battuta perchè io faccio il cameraman e lavoro in tv ..sentendoti disegnare l’olanda comepaese accogliente e dove riconoscono i tuoi meriti…o demeriti… mi chiedevo se ci fosse un posto….;-) … anche se con famiglia è difficle “emigrare”…

      le altre erano solo considerazioni mie che si appoggiavano ai vostri discorsi man mano che proseguivate nella chiaccherata!

      rinnovo il piacere di averti “conosciuto” anche se cosi poco!😉

    • Michela De Paola
      9 luglio 2010

      Francesco, secondo me viste lo “sproloquio” di Jumpy sei andato a caso con le risposte e come si dice a Roma “t’ha detto culo”!!!!

      Jumpy… la chiarezza prima di tutto!!!!

      • Simone Pizzi
        9 luglio 2010

        Ma si, poi ci voleva fare pure il polemico😀
        in primis Francesco ha risposto ad una sola cosa ed era l’unica che si capiva… e Giampa ne ha approfittato per generalizzare😀

  10. Cristina
    9 luglio 2010

    ora me la RIascolto perbene senza disturbatori…o forse ero io la disturbatora! ;P

    • Simone Pizzi
      9 luglio 2010

      Eri tu… e pensare che era anche un’anteprima assoluta🙂

    • Michela De Paola
      9 luglio 2010

      ovviamente dovrete sentirvi molto in colpa tu e quell’altro sconsiderato per avere totalmente ignorato la nostra volontà di omaggiarvi con l’anteprima😛

      • Simone Pizzi
        9 luglio 2010

        che quando si sale in macchina non è che sia un obbligo…
        è un favore che vi facciamo.

  11. Simone Pizzi
    9 luglio 2010

    Quando sei più fresco riprova a riformulare le domande che vorrei darti delle risposte ma non avendo ben capito cosa intendi in alcune di esse preferisco che le rielabori quando hai tempo.
    Per le casse, si, ho avuto un innesco nel microfno… forse iil cavo non era collegato perfettamente… ma è successo anche nella puntata precedente.

  12. jumpy
    9 luglio 2010

    si …molte delle cose descritte anche se questo è chiaro che non consoli….succedono anche a roma e in molte altre regioni!

    ah! una domanda… com’è la sitauzione televisiva in olanda??? ;-))

    nota tecnica: non so secapita solo a me….. ma il segnale ogni tanto passa da una cassa all’altra!

    e non ho capito bene (sto ascoltando un pò in stanchezza…….)….. secondo lui il non sentirsi alieno non è merito suo ? o è solo degli olandesi???

    “stupido agli occhi di tutti…” ..se tutti se n’accorgessero…..
    ma se si accorgessero di tutto …non staremmo dove siamo!

    credo parli dei neocatecumanali…😉 (ci ho lavorato ad uno di quei raduni)

    no ! DICONO che DIO dice di no!!! (SECONDO ME…)

    ma non è insito nel podcast “rappresenrtare” chi lo fa???? ( domanda da non esperto)

    bello VEIVECURA!

    gran bella persona Francesco !!!!! … bravi a voi!

    ….. slogan: … ANCHE IO ASCOLTO DITUTTOUNPODCAST! 😉

    NOTTE RAGAZZI !

    • jumpy
      9 luglio 2010

      scusate la formulazione …ma era come se rispondendo punto per punto voi mi sentivate in diretta😉 …comunque ho visto che Francesco m’ha compreso !!!

      • Simone Pizzi
        9 luglio 2010

        Infondo è in progetto, o in preparazione, la versione diretta della nostra trasmsissione. Ovviamente in streaming sul web e quindi se ti capiterà di essere al computer quando saremo in diretta potrai interagire scrivendo sulla chat della trasmissione. Non è che risponderemo a tutto altrimenti non è piu iuna trasmissione ma una conversazione privata😀 però magari durante le interviste da qualche ascoltatore puo nascere qualche domanda interessante…

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