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APPROFONDIMENTO: Le Storie di Barbara Favaro


Una cosa certa è che di Barbara Favaro si possono dire unun’infinità di cose e se la si conosce anche personalmente, allora, la cosa si moltiplica esponenzialmente. Di sicuro invece è che la cosa che ha stupito tutti è stato il fatto che questa strana, giovane e inarrestabile scrittrice sia riuscita, per intuito o per pura incoscienza, a crearsi prima un pubblico e poi a pubblicare. Avendo riascoltato l’intervista che Michela ha fatto a Barbara Favaro (1x09 Le Storie Di Barbara Favaro), mi è venuto in mente il fatto che probabilmente la straodinarietà dell’esperienza creata dalla scrittrice sta proprio in questo: un seguito creato precedentemente alla sua esplosione.

Quindi ripercorrendo le tappe dell’intervista mi è venuto in mente il fatto di ripartire proprio da qui, dal suo inizio come personaggio conosciuto e come soggetto mediatico. Probabilmente le sue doti di scrittrice erano già ben impresse in lei da sempre e i suoi risultati alla scuola Holden, la pubblicazione di una raccolta di poesie e il lavoro (la manovalanza selvaggia) nei team di Disney, lo dimostrano in modo lampante. Ma è internet, come oramai succede sempre più spesso, ad aver dato lo slancio più importante, probabilmente ridandole fiducia e ricreando in lei una voglia di essere “al centro”, che poi è un po’ l’obiettivo di ogni artista che si rispetti.

Quando Barbara si è approcciata alla rete, e ancora più specificatamente alle community, di certo aveva una sorta di immaturità di fondo su come gestire i rapporti interpersonali. Come tutte le persone di poca esperienza nel mondo della rete ha sicuramente commesso errori e non so veramente quanto lei sia stata completamente consapevole del suo straordinario risultato. Ma questa diventa dietrologia e alla storia racconteremo che lei ha avuto una incredibile intuizione, che probabilmente alla fine risulterà essere la verità.

Intuizione o meno un’altra cosa che possiamo aggiungere a tutto questo è che, come spesso abbiamo visto nel nostro mondo creativo, l’idea è importante ma non basta. Se non fosse stata per la grande qualità del suo interagire, del suo scrivere e se non avesse avuto tutto quello strano, a volte ammaliante, carisma, probabilmente non staremmo qui a parlare di una persona che ha avuto decine di migliaia di contatti sulla rete solo scrivendo dei racconti, facendoli commentare e scrivendo storie che alla fine rendevano protagonisti tutti quelli che le erano più vicini.

Quindi di chi stiamo parlando? Stiamo parlando di una donna che ha dedicato quasi due anni della sua vita a scrivere ogni sacrosanto giorno per fare il pieno di energia, di entusiasmo e di pratica, di tecnica, al fine di arrivare a far partire quei suoi progetti narrativi che erano nella sua testa e nella sua anima e che rimbalzandole sempre dentro le facevano male e la distraevano con il forte rumore di impatti che sentiva dentro di se. Stiamo parlando di Barbara Favaro, la persona che in qualche modo ha reso gli spettatori, i lettori, protagonisti in un pizzico di vita creata nella quale essi si sono sentiti molto più importanti di quanto non pensavano di essere.

Ovviamente tutto questo, nella sua iniziale immaturità relazionale telematica le hanno poi creato qualche problema, l’hanno un po’ prosciugata perché lei dava e continuava a dare in modo indiscriminato. Poi qualcosa è cambiato, Barbara è cresciuta, completandosi, diventando quella donna con un approccio uguale a prima, ma diverso, radicalmente diverso da prima. Continua la sua relazione coi suoi fan, con le persone che la seguono ma è cambiato il modo in cui lei difende, strenuamente, la sua anima e la sua energia vitale. Qualcuno potrebbe obiettare che questo modo di fare la allontana un pochino, che leva qualcosa al suo seguito, ai suoi sudditi (ricordiamo che lei è la quinn), ma in realtà è tutto il contrario perché ora Barbara Favaro è in grado di catalizzare la sua energia nelle opere, che sono l’unica cosa che ha veramente importanza, riempiendole di sé, di emozioni, di passioni feroci e di grande ingegno.

Potevo affrontare questo approfondimento parlando dei suoi libri, della raccolta di poesie, dei suoi romanzi in fase di elaborazione, ma per fare questo bisogna essere in grado di poterlo fare dato che parliamo di opere ibride, quei romanzi che non sono, di quei racconti che non sono, di quegli enigmi che non sono, di quelle opere che racchiudono in sé non solo narrazione ma anche intricate forme di gioco. Ricordiamo che Barbara è la scrittrice di quello che è e non è, è la donna artista che non si accontenta, che esplora, setaccia ogni angolo possibile e trascende, va oltre, nella sperimentazione narrativa cosi come lei la vede, la sente, non preoccupandosi della formattazione editoriale. Ovvio, questo le preclude una marea di strade è vero, e spesso questo voler fare qualcosa che gli altri non capiscono è un po’ come autogiustificarsi dicendo, bhé, non mi pubblicano perché sono oltre, ma in questo caso, e raramente come in questo caso, si tratta solamente della verità.

Di Barbara Favaro possiamo dire il bene e il male, le sue incertezze, le sue elucubrazioni, i suoi errori, possiamo, noi che la conosciamo, criticare alcune sue scelte che ha pagato severamente, ma lo facciamo perché la conosciamo bene, perché la conosco bene, e perché posso permettermelo e non è nemmeno sensato dire solo quanto sia grande. Ma lei è grande e lo è veramente. E’ difficile superare quel confine per comprenderla, ma se si scavalca il naturale scetticismo che si ha verso ogni fenomeno diverso della vita, si viene rapiti, catturati, acchiappati e imbrigliati da una voce, da un pensiero, da alcune parole di una persona, artista, scrittrice, che oramai ha capito, che sa cosa vuole e che sa cosa sta diventando.  Parternalisticamente e affettuosamente, posso dire che è cresciuta e guardarla con orgoglio, dall’altra parte la guardo con l’occhio cinico e critico che lei conosce di me e riflettere anche nel modo più critico e aspro, ma il risultato, per quanto io voglia cercarne altri, resta sempre lo stesso…

Speriamo quindi che questa intervista di Michela a Barbara Favaro, sia in grado di portarle ulteriore attenzione, ma soprattutto tutta la fortuna del mondo perché in lei bisogna credere, tutti dovete crederci, sulla fiducia anche (sebbene potete testare con mano la sua grandezza) e incondizionatamente, perché nel mondo indipendente delle autoproduzioni, delle autopubblicazioni e dell’autodiffusione, in barba alle convenzioni del mercato cinematografico, musicale ed editoriale, i progetti vanno sostenuti e appoggiati, e anche finanziati, soprattutto se hanno la capacità di essere universali e straordinari come lo sono le storie di anime e corpi, racchiusi dentro i romanzi di Barbara Favaro.

2 commenti su “APPROFONDIMENTO: Le Storie di Barbara Favaro

  1. babsie
    22 giugno 2010

    Posso dire che scritto qui, on-line, questo documento mi è prezioso perché potrò usarlo contro di te, regista, ogni volta che discuteremo su ogni stramba e inverosimile idea ci venga in mente…
    però, ora, mi piglio i miei trenta secondi di celebrità alla Britney Spears (NON HO FANS, IO! Ho dei magnanimi e pazienti LETTORI, questo sì!) e spero che nessuno ti possa prendere troppo sul serio o quelli che mi aspettano saranno deliziosi giorni vestita di camice bianco aderente confinata in una altrettanto deliziosa cameretta candida e minimal…
    però, ancora…
    GRAZIE, Simone, ora sono pronta per rimettermi al lavoro😉 daje, abbiamo una Storia da far volare!
    b-

    • Simone Pizzi
      22 giugno 2010

      Diciamo che ti seguono pazienti, attenti e acuti lettori, questo è vero, ma per quanto ti sia politicamente difficile da ammettere, ti seguono anche molti fan, nel senso buono e nell’accezione più becera del termine allo stesso tempo. Io da osservatore questo vedo e questo dico😉

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