Di Tutto Un Podcast

Idee e opinioni sul nostro mondo

1×08 In Memoriam


Questa è una puntata assai diversa dalle altre. Non lo è per la nostra continua ricerca di una forma di trasmissione, ma lo è per protesta. Quindi questa è una puntata di protesta politica, morale, nella quale esprimiamo con forza la nostra posizione. Non riteniamo di essere nel giusto, riteniamo solo di essere nella ragione dal nostro punto di vista. Chi non condivide questa posizione è liberissimo di non ascaricare o di interrompere l’ascolto della trasmissione. Ciò nonostante crediamo fermamente che le osservazioni di liberi cittadini vadano comunque ascoltate e poi analizzate e discusse, anche aspramente se vogliamo, ma che comunque siano spunto per una attenta discussione.

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Brani usati in questo episodio

Pornophonique – Album 8-bit lagerfeuer – 01 Sad Robot

Sundayers – Cogelo

Afghan Banana Stand -Album Afghan Banana Stand vs Kanye West – 10 The Thief

Steep – Your Reality

Agatipo Malteni ed il suo Complesso – Album Maxicondono – 02 Immunita Parlamentare

Slim – Interstate Medicine – Cortez & Pizarro

Butumbaba – Album Skacharpas – 03 Golpes

LSP – LSP esclusivo per Jamendo – 06 Mi muovo fermo

Sicilian AV Project – Mafia e Parrini

LICENZA DEL PODCAST
Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera

23 commenti su “1×08 In Memoriam

  1. Yarin VooDoo
    14 agosto 2010

    Eccom dopo l’ascolto anche di questa puntata.
    Che dire…sicuramente la più politicizzata di tutte quelle ascoltate finora e, forse paradossalmente, una delle meglio riuscite sotto l’aspetto della dizione, molto fluida, forse perchè entrambi coinvolti nell’argomento.
    Se posso permettermi una critica…nella puntata, IMO, avete dimostrato come effettivamente sia vero che gli italiani, politicamente parlando, sono atipici, dato che si tende sempre a dividire le argomentazioni tra quelle buone e giuste contro quelle errate e palesemente errate: è giusto quello che dice una parte, è errato quello che dice l’altra parte.
    Avrei gradito, seppur con le ovvie proprie influenze politiche, un approfondimento sull’argomento è non tanto una critica a priori della legge, quindi cercando di argomentare l’errore della legge con un’analisi razionale e ragionata più che con un corteo funebre che alla fine non spiega il perchè la legge è sbagliata o giusta.

    • Simone Pizzi
      14 agosto 2010

      Ti dico subito che la sensazione di puntata più fluida è sicuramente dovuta al fatto che questa è stata preparata dLla a alla z.
      Detto questo ammetto che il tutto è stato approcciato con superficialità perché abbiamo dato per scontato che non era l’informazione a dover essere trattata ma la provocazione sulle, palesemente resa eccessiva, conseguenza.
      Esperimento in parte riuscito e in parte no.
      Quello che volevamo era un dibattito anche da parte dei cosiddetti liberal su questa provocazione. Comunque il tuo è un commento interessante

  2. Liartes
    22 giugno 2010

    Ho appena finito di ascoltare (finalmente) questa stupenda puntata. Purtroppo per mancanza di tempo (e vacanze in mezzo) non l’avevo ancora ascoltata.
    Non posso nascondere che questa puntata sia sicuramente tra le mie preferite del vostro podcast, ma ormai lo sanno tutti che sono uno che non tollera facilmente le ingiustizie e soprattutto le leggi porcate.
    Bella anche la canzone “mafia e parrini” (preti), purtroppo succede molto spesso in Sicilia che queste due categorie si diano una mano e quando qualcuno non lo fa, vedi Padre Puglisi, muore miseramente…

    Cmq comincero’ a prepararmi per quell’iniziativa sulla Costituzione, mi pare Matt abbia avuto un’idea eccellente!

    • Simone Pizzi
      22 giugno 2010

      La canzone mi è piaciuta da morire e l’ascolto spesso, poi in quella versione live credo che renda molto. Sono bravi e hanno fatto un gran bel brano. Sosteniamoli questi musicisti😉
      Sulla puntata bhe… sapevo che ti sarebbe piaciuta. O almeno lo speravo😀
      L’iniziativa di matt è molto potente, mi paice. Ce ne sarebbe anche un’altra ma credo che sarà difficile riuscire a metterci tutti insieme e d’accordo per farla😉

  3. Michele Salvezza
    19 giugno 2010

    Sono d’accordo, occorre comunque in qualche modo resistere ognuno con i propri mezzi e cercando di condividere e discutere sui vari accadimenti, proprio per evitare un ulteriore intorpidimento. Il mio discorso vuole essere un monito ad evitare di usare inconsapevolemente le stesse armi del nemico, evitando i discorsi da bar, perchè forse dire che la maggioranza dei cittadini italiani sono pecoroni che vanno dietro al pastore di turno un pò ci assolve dalle nostre colpe, dalle nostre pigrizie, dalle nostre debolezze. Resistere e partecipare è fondamentale, quindi te lo appoggio.
    M

    • Simone Pizzi
      19 giugno 2010

      Riconosco in effetti un certo populismo generale della trasmissione ma è dato anche dal fatto che non ho probabilmente mezzi per poter fare molto di più. D’altro canto per chi mi conosce sa anche che io sono incline all’emozione facile quindi questa mia rabbia non è stata molto ben canalizzata😀
      Non sono in disaccordo con te anzi, volevo solo precisare. Si lancia il sasso poi serve il supporto di tutti, soprattutto di quelli che hanno i mezzi per poter sostenere con maggiore accuratezza la nostra resistenza.

  4. Michele Salvezza
    19 giugno 2010

    Trovo sia importante parlare di temi “politici” in assoluta libertà, proprio perchè un podcast è libero e non deve rendere conto ad editori o inserzionisti è quasi un dovere farlo. Il rischio è chiaramente quello di essere superficiali e di fare del populismo utilizzando concetti tanto cari ai carnefici della nostra democrazia. Le parole hanno un peso specificio elevato così come la storia, ma in fondo mi pare voi facciate resistenza passiva più che informazione. Per esempio quando parlate del “popolo” italiano pecorone e sottomesso dimenticate di dire che questo paese fu liberato dal popolo stesso, la Resistenza. Questo è il paese delle grandi divisioni, dei Guelfi e dei Ghibellini, di Don Camillo e Peppone, dei Rossi e i Neri, L’Italia è una nazione mai effettivamente unificata, lo dimostra la questione meridionale e i venti di secessione che ancora oggi soffiano sulla nostra penisola, s ricordarci quanto fosse vero il “Dividi et impera” del Principe. Sono tempi durissimi e il rischio di cadere nel qualunquismo e nel populismo è altissimo, ma è necessario resistere e tenere viva l’attenzione, se dovessimo distrarci ci fregherebbero in un solo istante. Continuate a resistere e a parlare, il confronto è ciò che ci può salvare, non la rivoluzione con le armi ma quella che riusciamo a fare in piccolo, in noi e nel mondo che ci circonda.
    M

    • Simone Pizzi
      19 giugno 2010

      In qualche commento o in una delle puntate precedenti, prendendo spunto da questa tua osservazione, citandola ovviamente, ho fatto anche io questo discorso. Non ho mai preso in considerazione ne le rivolte armate ne altre forme di rivoluzione… non era il compito di questa puntata. Il compito di questa puntata era esprimere generalmente una opinione partendo dal presupposto di un cittadino quindi non di un giurista, di un politico, di un rivoluzionario o di un oppositore estremo della causa Berlusconiana. Il tempo che avevamo era quello e la trasmissione che ci siamo immagnati e abbiamo preparato era esattamente come la volevamo fare.
      Ampliare e approfondire è sempre possibile e senza nessun problema sempre e solo se esiste partecipazione. Non confondiamo il tentativo di lanciare un sasso con il qualunquismo.
      Per le divisioni mi pare che sia stato ben evidenziato, soprattutto storicamente, quanto questo paese non sia mai ne cresciuto nella democrazia ne nel senso nuitario e che sia sempre mancata una pacificazione nazionale, spesso dovuta anche al fatto che temi di profonda divisione non sono mai stati affrontati veramente. Come dice la Dtt.ssa Enrica Salvatori, conduttrice di HistoryCast, in Italia non c’è mai stata una Norimberga e questo ha continuato a dar vita alle separazioni perché gli italiani non si sono mai affrontati e confrontati veramente in un giudizio unitario, del quale si può essere d’accordo o meno, ma che comunque rappresenti una posizione stabilita.
      Sulla resistenza io non ho fatto volutamente troppa mensione non perché non credo nel ruolo della resistenza stessa ma perchè questa rappresenta un capitolo sul quale mi sarei perduto e sul quale avrei potuto aprire un bel capitolo che mi riservo di poter discutere in seguito. Resta innegabile la storica tentazione degli italiani alla vocazione verso l’essere assoggetati piuttosto che essere compartecipativi, che il nostro è un popolo che tende ad essere di memoria corta ma anche questo è stato detto nei commenti, perché il bello di una trasmissione podcast è che da poi alla gene di poter aggiungere tramite commento la propria opinione.
      Di mio e anche secondo Michela, questa era la trasmissione che volevamo fare ma soprattutto che “potevamo” fare e tra il farlma poco approfondita e non farla affatto, contrariamente ad alcune posizioni snobbistiche e inutilmente intellettualistiche, noi crediamo sempre sia meglio il fare.

  5. Cristina
    18 giugno 2010

    Ascoltato e riascoltato più e più volte… Io non parlo mai di politica… posso solo dire che avete riassunto egregiamente in questa puntata dei concetti che condivido e che spammerò il più possibile affinchè anche i più sordi possano sentire…
    E’ un periodo un pò sul depression quindi non mi dilungo…anche perchè ascoltare (o riascoltare) certe cose mi ha depressa ancora di più… ho ancora i brividi… a volte vogliamo dimenticare… ma non dobbiamo dimenticare!…
    Bella la pausa inviato in Sud Africa, anzi geniale direi!!! Perfetta per rompere un pò, ma non troppo! ^_^

    • Simone Pizzi
      18 giugno 2010

      Sono contento che ti sia piaciuta la pausa perché ero un po dubbioso ma ho cercato di spezzare sempre farlo troppo gravare sulla trasmissione. Ottimo. Grazie anche per il commento sul quale abbiamo già parlato altrove😉

  6. Erika
    18 giugno 2010

    non ho potuto ascoltare la puntata fino alla fine, vedro’ di farlo piu’ tardi…
    Ad ogni modo mi e’ piaciuta, sono felice che abbiate fatto una puntata protesta, non solo perche’ condivido il vostro pensiero, ma perche’ credo che non avreste potuto lasciar passare cosi questo triste evento e perche’ da Italiana a l’estero, oggi piu’ di ieri (adesso e’ veramente il caso di dirlo.. ahime’!!) questo e’ il tipo di informazione che vogliamo, che cerchiamo.
    PS: i fatti ripercorsi durante la puntata mettono i brividi. Non fossi stata a conoscenza della veridicita’ degli eventi, avrei voluto pensare che alla fine diceste che si e’ trattato di un raccondo di pura fantasia…

    • Simone Pizzi
      18 giugno 2010

      Beh, da quel che mi pare di aver capito da Michela, tu ora sei in Francia. Nonostante avere i suoi problemi e non raccogliere la mia grande simpatia, dobbiamo riconoscere alla Francia, a livello europeo, una grande importanza in senso repubblicano. Oltre alle rivoluzioni, i francesi credo siano profondamente difensivi e protettivi verso la loro stessa repubblica perchè ne conoscono il valore, ne difendono l’istituzione. Probabilmente perchè per crearla hanno pagato con il sangue. Noi siamo molto diversi culturalmente, nel bene e nel male… il problema è che il bene spesso sfocia in altri ambiti e il male si palesa sempre in modo tanto evidente.
      Ma questo non è un racconto dell’orrore o di fantasia, è la storia del nostro paese, che si è mostrato grande, ricco e potente ma che in realtà è misero e profondamente terzomondista, soprattutto a livello politico. Ci si interroga su quanto realmente ci sia mai stata una educazione democratica in Italia, ma almeno una volta solo l’affluenza alle urne era alta e per motivi ben precisi. Oggi siamo a dei minimi che ci avvicinano ad esempi estremamente discutibili come un paese sudamericano o, peggio, gli Stati Uniti.
      Complotti e sottergugi hanno fatto da padrone in questo paese, forse troppo importante strategicamente per est e ovest, forse troppo condizionato dal forte scontro democrazia cristiana vs partito comunista.
      Io non so cosa dire, se non che in questa puntata abbiamo espresso la nostra protesta che è frutto di una idea precisa ma che infondo non è altro che un pensiero che ci porta a ripercorrere la nostra breve storia repubblicana sempre con meno soddisfazione, orgoglio o senso di appartenenza… purtroppo, con frustrazione mi tocca dire, noi non siamo francesi.

    • Michela De Paola
      20 giugno 2010

      Cara Erika grazie davvero per il tuo speciale supporto…🙂

      A volte purtroppo desidereremmo anche noi poter uscire dall’Italia, ma non è più il nostro momento giusto… non con un figlio così grande….

      Resteremo e continueremo a lottare ancora e ancora, anche se lo sconforto in momenti come questi è davvero troppo…

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  8. Matt
    17 giugno 2010

    Ho ascoltato con angoscia la puntata… Che dire.. La cosa buona è che, nonostante tutte le trombe a cui da fiato Berlusconi, il suo gradimento è ai minimi storici, e sicuramente nè la legge bavaglio, nè questa finanziaria lo renderanno più popolare..
    Berlusconi mi fa paura, spero che non riesca a modificare la costituzione (e se le cose vanno avanti così non ce la farà, si finirebbe al referendum, con esiti funesti per il nano).
    Non so, sono troppo scoraggiato per proseguire..

    • Simone Pizzi
      17 giugno 2010

      Che devo dire… come rispondere?
      Il mio problema è che non sono tanto fiducioso negli italiani in se. Ci sono stati due momenti negli ultimi 35 anni di grande rinascita illuminista in italia che sono durati il tempo di un governo malandato di sinistra. Il problema è sempre quello che hanno fatto diventare questo popolo. Oltre ad ataviche tentazioni di essere assogettati e appecoronati che sono evidentemente genetiche.
      Non ho mota fiducia ora nella reazione popolare. Sento troppe cose imbecilli in giro, frutto del pensiero semplificato e preparato da altri. Messaggi semplici per gente semplice: il successo direi.
      Per il resto non devi provare sconforto, ma essere sempre vigile e incazzato. Facciamo una bella trasmissione unitaria sul fenomeno diritto di informazione tra vari podcast… un puntatone transtrasmissione, che non è ne la mia, ne la tua ne di chi altro vuole intervenire. Una sorta di esempio, di cartello… Non serve aniente perché gli ascolti sono quelli che sono ok, ma almeno in coscienza sappiamo con certezza che il nostro piccolo lo abbiamo fatto.

      • Matt
        17 giugno 2010

        perchè no! La cooperazione fra podcasters è un’attività che trovo sempre divertente e stimolante!

        • Simone Pizzi
          17 giugno 2010

          Allora dai. Fai una rosa di persone e proviamo a fare una convocazione. Una puntata unitaria per la libertà d’informazione e di comunicazione.
          Ovviamente io ti do una mano ad organizzare ma tu sei nel campo da piu tempo e hai sicuramente piu riconoscibilità di me. Certo, una cosa a 5/7 persone perche poi non so come puo essere gestita troppa gente con skype. Non so nemmeno se esista un limite di persone nella conferenza😀

          • Simone Pizzi
            17 giugno 2010

            Alle brutte possiamo progettare una trasmissione dove ognuno fa un capitolo, una sezione e poi si monta tutto assieme… boh… quando vuoi ne parliamo anche su skype.

  9. babsie
    16 giugno 2010

    La cosa che mi ha stordito maggiormente, in questi ultimi mesi, è il constatare quanto la realtà che stiamo vivendo (pur essendo conseguenza diretta di una serie pressocché infinita di scelte e azioni smaccatamente errate, perpretate dalla politica italiana in decenni di malagestione)venga costantemente negata nella sua piena evidenza da una cospicua parte degli italiani.
    Niente funziona come dovrebbe. La malattia è ovunque. Noi la possiamo vedere, annusare, toccare, gustare, ascoltare dappertutto. Eppure viene negata.
    “Quello che la verità può distruggere va distrutto” insegna P.C. Hodgell (scrittrice americana di fantasy), questo si rivela profetico quando lo si applica al genere umano. In poche parole, non abbiamo giustificazioni per il male che ci scegliamo. Vergogna!

    PS: puntata eccellente. GRAZIE.

    • Simone Pizzi
      17 giugno 2010

      Vedi, io credo che ogni nazione, ogni stato, abbia i suoi difetti intrinsechi. Non ho mai creduto nelle realtà perfette e so, da persona che ha viaggiato molto, che il mondo felice non esiste. Ciò che veramente mi turba di questo paese invece è che si trascendono le regole e le si modificano per puro principio di potere. In Italia non c’è mai stata una cultura nazionale, un rispetto verso la cosa pubblica tantomeno la voglia di avere una identificazione che potesse essere in grado di poter generare rispetto verso il concetto “istituzione”. Questo parte dal basso e conseguentemente arriva all’alto per diretta rappresentanza. Questo è il paese dove le sedute parlamentari oramai sono delle sciocche rappresentazioni, dove il rispetto del ruolo stesso del parlamento è oltraggiato. Io non credo che esistano altri casi come il nostro. In altri apesi europei invece, per quanto esista la critica e lo scontro politico, tutti sono perfettamente consapevoli che l’unità nazionale e il bene comunque e della “bandiera” sono fattori primari e imprescindibili. Ci sono poi esempi illustri come la Francia che ha fatto della sua identità repubblicana un vero dogma e che per quanto mi stiano sulle balle sono veramente un esempio.

      Per il resto la crisi è crisi ed è innegabile, per quanto a noi italiani ci piace farci mettere la benda davanti agli occhi. Perchè non so i potenti ad accecarci, siamo noi a volerci far accecare… per non pensarci, per non sentirci di meno, per non sentirci vicini a quella identità solidare che era quella del dopoguerra o degli emigranti che hanno mangiato merda per svariate decine di anni durante il secolo scorso e ancora prima. Insomma, noi, per non rinunciare a sentirci più ricci e beceri, rincunciamo alla nostra stessa identità di italiani.

  10. paniki
    16 giugno 2010

    riassumo perché il discorso è veramente troppo lungo, e non avrei un buona capacità di sintesi🙂

    la puntata è veramente ben curata è sicuramente quella che ho ascoltato con più attenzione, vista la realtà politica del momento.

    in sintesi dico solo che sono a favore della libertà dell’informazione, e che l’italia sta rischiando veramente grosso.

    mi fermo qua per non fare mille altri discorsi.
    e speriamo che presto farete una puntata parlando di come è finito questo regime e di come gli italiani finalmente sono diventati adulti.

    con affetto

    ale.

    • Simone Pizzi
      16 giugno 2010

      Sono contento che ti sia piaciuta questa puntata. Siamo stati molto combattuti, non se farla o meno ma sul come farla. Difficilmente questo popolo maturerà veramente. Il problema di fondo è storico, oramai ben radicato. Manca una vera identità e un vero senso delle istituzioni perché infondo questo è un deframmentato popolo che se lè sempre dovuta cavare. E’ come un cucciolo a cui è mancata la mamma… alla prima cosa solida e apparentemente dura e con la voce grossa ci si appiccicano come le cozze… staccandosi solo per essere divorati.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 giugno 2010 da in Puntate con tag , , , , , , .
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