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Articoli taggati ‘blog’

2×14 La Voce di Charlie

11 febbraio 2011 33 commenti

Se l’Irlanda vi evoca immagini verdi e spaziose
e se al pensiero di quella terra vi suonano nelle orecchie violini e canti lontani
e se anche voi vi chiedete come mai a Dublino costì tanta gente è legata alla musica…
allora siete in benvenuti in Di Tutto Un Podcast, idee ed opinioni del nostro mondo.

In ritardo e con molte cose da fare, vi proponiamo questa volta una bella puntata, legata alla musica, all’Irlanda, alle speranze di un giovane cantante e la sua band e al loro grande desiderio di condividere ed esprimere i sentimenti e la passione che si portano dentro.

In questa insolita puntata, dove abbiamo sperimentato una versione live della nostra trasmissione, abbiamo intervistato Charlie Walker, cantautore irlandese che con la sua band The Tra-Velloes, stanno finalizzando il loro primo EP che sarà disponibile questa estate.

Continua a leggere…

2×11 Divulgazione e Condivisione: Intervista a Pietro Busalacchi

16 gennaio 2011 26 commenti

Se le storie fatte di odore metallico, rumore di tensione elettrica, fili e cuffie e microfoni rimediati vi affascinano.
Se i racconti di radio libere, con il sapore di stazioni pirata, nascoste e accroccate vi riportano in mente bei ricordi o pensiate siano solo storie da vecchi film.
Se volete conoscere il racconto di una persona che della comunicazione, della conversazione e della divulgazione ne ha fatto un pilastro della propria vita
allora siete in benvenuti in di tutto un podcast, idee ed opinioni del nostro mondo.

Eccola filmante! Arriva su Di Tutto Un Podcast la storia di Pietro Busalacchi, ideatore di ADigitale Radio. Pietro ha cavalcato gli ultimi quindici anni di condivisione e divulgazione web e non solo, dai blog alla webradio fino al podcasting. Un pioniere con un bagaglio di esperienza di vita e di umanità tutta da raccontare.

Un episodio di quasi due ore al quale siamo già molto legati, che ci ha preso tantissimo e che consideriamo una ennesima tappa fondamentale nella nostra volontà di raccontare delle storie di vita e di cuore. Null’altro da aggiungere se non i riferimenti alle cose di cui Pietro ha parlato in questa lunghissima chiacchierata.

Buon ascolto.

Pietro Busalacchi

Una foto di repertorio di Pietro Busalacchi


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Link:

BRANI DI QUESTO EPISODIO

  • Absent feet – In cold Water
  • Will Hammond J – rDays And Nites In The City
  • Scompiglio – Ama davvero
  • Julandrew – Crazy As
  • Jamison Young – Island

I brani di sottofondo sono tratti dall’album “Viaggi in Aereomobile” di Fabrizio Paterlini

Il brano “Insegnami a Ballare” degli Emily Country Folk, annunciato all’inizio dell’episodio, non è presente in questa puntata.

Tutti i brani provengono dal portale Jamendo.com

LICENZA DEL PODCAST: 
Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera

2×09 SPECIALE: La Cultura del Podcast

13 dicembre 2010 78 commenti

Benvenuti a questo speciale di Di Tutto Un Podcast. Questi speciali saranno delle formule di trasmissioni rare ma che useranno lo stile del talkshow e del dibattito. In questo primissimo appuntamento abbiamo l’onore di parlare di Podcast con la Professoressa Enrica Salvatori di HistoryCast, con Donato Bozzuto di Vieni Da Zio e con un ascoltatore tipo del podcast, Giuseppe Scaletta (il suo blog).

In questo episodio ascolteremo in anteprima audio il singolo del nuovo disco in preparazione di Le Stupide Creature dal titolo Nero Natal

Buon ascolto.


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BRANI USATI IN QUESTO EPISODIO

  • Keronoise – Nulla è Perso
  • Mayfair fm – Worm’s End
  • 100PydOFF – WarHammer

Tutti i brani provengono dal portale Jamendo.com

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1×13 AMARCORD 2.0: Gelati!

15 luglio 2010 28 commenti

La puntata più becera e allegra di tutta la prima stagione di Di Tutto Un Podcast, nata sotto una cattiva stella, si è portata la sua maledizione fino alla fine. Purtroppo per ignote ragioni, gli ultimi otto minuti di trasmissione sono completamente spariti. Puntata maledetta? Forse, pertanto la lasceremo così.

Di che cosa abbiamo parlato? Qualche accenno al Campionato del Mondo di Calcio appena terminato e tanti, tantissimi momenti di ricordo estivo con i gelati anni 80/90.

ATTENZIONE: Ascoltatore Ospite in Studi



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Il Gelato Pipa, primo grande protagonista di questa puntata. Un gelato che è rimasto nella storia per i problemi polmonari provocati dal forte tirare dal beccuccio della pipa. Il gelato mezzo congelato non ne voleva sapere di venire e poi magari cedeva tutto d’un botto andandosi a collocare direttamente nei polmoni dei malcapitati. Il gelato denota anche la tendenza un po perversa e malata nella creazione dei gelati dell’epoca.

Il Blob, anche detto Cono Palla, che è stato probabilmente il più azzeccato ed intelligente gelato di quella generazione.

 Un tutto a base di cioccolato che faceva impazzire per la sua bontà. Non aveva forme astruse, non cercava di scandalizzare o di attrarre l’attenzione in modo malato, dimostrando che non sono i bambini ad essere diventati deviati ma sono stati i produttori di gelati a deviarli. Non siamo sicuri se, come molti altri casi di questa puntata, sia un gelato estinto.

Da parte nostra sappiamo di non averlo più visto da molto tempo ma se così fosse… bhe lo possiamo definire un grande mistero del marketing italiano :D

Il ghiacciolo, sebbene non sia mai estinto e non sia il supergelatone stoboscopico che andava tanto di moda, è un gelato che troviamo ancora oggi, come quando eravamo ragazzini, sempre presente, economico, fresco, dissetante e colorato. Si, è vero che alla fine quando lo hai finito di mangiare ti lascia una strana arsura e che la tendenza del colorante anni ottanta sia ancora rimasto (anche se quelli moderni sembrano meno fosforescenti).

 Credo sia inutile dire molto di più, chi non ha amato i ghiaccioli? chi non li ha mangiati almeno qualche volta nel dubbio di quale gelato veramente si volesse prendere? In definitiva il ghiacciolo era un cincalzo ma anche li esistevano grandi lotte di opinione, o di religoone, sulla menta, l’amarena, il limone e cosi via :)

Il Cremino: altra grande perla di semplicità e di longevità. La prova definitiva, nel mercato così come nella storia naturale, che le cose più semplici sono quelle più difficili da far morire e che riescono, nella terrificante e rumorosa lotta per la sopravvivenza, a sorpassare ogni era d’estinzione di massa senza dire niente, senza fare un fiato o senza muovere un capello.

Forse il Cremino, come i Ghiaccioli, rischia di passare per un gelato ignavo, senza infamia e senza lode, senza una posizione netta nella vita, senza troppo clamore… ma di certo se questo, come anche il più imbecille dei microbi apparentemente inutili ma praticamente immortali, è servito a far si che il Cremino fosse ancora nelle frigodispense delle gelaterie… bhe evidentemente ne è valsa la pena.

Piedone: cosa dire su questo gelato? io credo che il succo della questione sia ben sintetizzata nella mail che ci è arrivata dal nostro ascoltatore Matteo che io vi riporto para para e che esprime in buona sostanza la nostra opinione generale e quello che abbiamo detto in trasmissione.

Il gelato più assurdo che mi ricordo era il “piedone”, un gelato della algida a forma di piede, al gusto di fragola e con l’alluce ricoperto di cioccolato fondente… Ora, quello che mi viene da chiedermi è: Quanto devi essere un feticista dei piedi per darne la forma a un gelato? Quanto devi essere oltretutto pervertito per dare al gelato a forma di piede il gusto di “fragolina” (alla farfalla sembrava brutto?)?!?! Quanto devi essere malato per ricoprire di cioccolato l’alluce? Lo devi succhiare?! Il gusto gorgonzola sarebbe stato più appropriato.

Beh, che altro aggiungere a questo? Niente credo. Ma la cosa bella è che non è che sia proprio l’unico esempio di assurdità nel mondo dei gelati della nostra infanzia, molti, vedi il Calippo,a vevano proprio espliciti spunti di tipo sessuale.

Nel Farwest dei gelati ci inseriamo anche tutti quelli come il Dr Strabik o il Pepito che andavano addirittura oltre portando il bambino a compiere atti di puro cannibalismo. Il primo citato era in pratica una caricatura di due occhi strabici allungati alla cartone animato, dove le pupile erano delle gomme da masticare, e ok, fino a quì ci possiamo anche stare. Il secondo era praticamente la faccia di un pupazzo che divoravi per consumare il gelato. Non ricordiamo se anche in quel caso ci fossero delle gomme da masticare o meno però, al solo ricordo, pensiamo che anche questo gelato fosse un po malato, generato da industrie malate e da creativi malati che non sapevano proprio come dovre attirare l’attenzione. Era si, un’era molto creativa e senza troppi fronzoli o regolamenti, ma certo qualcosa che non andava doveva esserci. O forse stiamo solo guardando quel periodo storico con un atteggiamento un po’ più bacchettone, da vecchi insomma :D

Ed ora, un paio di spot giusto per rivivere il sapore dell’epoca che fu :)

http://www.youtube.com/watch?v=BBSiDpsL2uM

http://www.youtube.com/watch?v=iU-4qSL1Biw

Brani in questo episodio

BabyPaul – Wonderful World – Moodswings
Mardi Gras – Song from the end of the world*
Circa Vitae – Shine
Black Era – Your own Purple – Album Third eye guerrilla
La boulette russe – Karabne Ska
Boxing Fox – Do you Life – The Shepherd Hates us
Nino Latella – Oggi si parte – Imago sound Creative Compilation
Jamison Young – Cold World – Shifting Sands of a Blue

I brani sono reperibili su Jamendo.com
* brani espressamente concessi a questo episodio e non presenti in Jamendo

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1×12 Le Regole di Ciccio

8 luglio 2010 57 commenti

Questa volta vi presentiamo un’intervistona. …Ona perchè lunga, veramente lunga. La cosa bella è che paradossalmente è stata facile da condurre, perché è andata da se, perché Ciccio, anche se ci voleva far credere il contrario, aveva le idee molto chiare su cosa dire, su cosa raccontare. Ciccio, si, al secolo Francesco Ereddia, giovane siciliano che ha fatto la scelta di lasciare l’Italia. Personaggio preparato, intelligente, acuto osservatore e intellettualmente onesto, tanto onesto da far trasparire il suo profondo senso di giustizia e saper anche ammettere i suoi limiti, la sensazione di sconfitta e la rinascita in un nuovo mondo, una nuova terra… una terra non sua. Ci racconta la sua storia Ciccio, ce la racconta come la racconterebbe ad un amico, al pub, davanti ad un bel boccalone di birra olandese schiumosa e fresca. Ci racconta delle sue delusioni, della fortuna di aver vissuto in un ambiente in grando di saperlo accogliere. Ma ci racconta anche della sua esigenza di abbandonare la sua terra, che contina ad amare in modo profondo, come solo i Siciliani sanno fare, talmente profondo da sentirne il profumo qualche volta, da sentirne il richiamo di notte. Ma Francesco Ereddia non è solo questo, è anche una persona che ha studiato giornalismo, che osserva e critica in modo feroce e radicale il suo paese dal quale si è allontanato, ma lo fa sempre con garbo, educazione, quando qualche volta ci vorrebbero colpi più profondi. Francesco è anche un Podcaster, con la sua trasmissione, con la quale mantiene viva la passione per il giornalismo e la ricerca di musica nuova, alternativa, cercando di dare spazio a tutti quegli artstisti validi che altrimenti non avrebbero tanta visibilità… in pieno stile e filosofia Podcast insomma. Non resta che ascoltarla la puntata di Ciccio, ascoltarla e apprezzarla e conoscere meglio un personaggio che già da due anni cavalca le onde di questo media. Buon ascolto.

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NOTA: Questa è la prima intervista a quatro mani. Stretti stretti nella cabina telefonica Simone Pizzi e Michela De Paola inaugurano questa nuova chiacchierata in comune.

FRANSCESCO EREDDIA Profilo su MySpace Pagina su Facebook

SPROLOQUIOCAST Blog del Podcast, Feed per gli aggregatori diversi da iTunes, abbonamento tramite iTunes

Abbiamo ascoltato

NOBLESSE – Life SupportSito della band, MySpace e Facebook. Potete acquistare il loro album tramite iTunes o sulla pagina BadCamp a partire da 2 euro (si possono offrire cifre superiori se lo si ritiene giusto). Per conoscere meglio la Band basta ascoltare la puntata numero 25 di SproloquioCast dove Ciccio Ereddia li ha intervistati.

VEIVECURA – I Giorni A Ritroso – E’ possibile visitare il MySpace del progetto e la pagina su Facebook. Purtroppo non è possibile acquistare l’album da nessuna parte ma ci sono dei brani liberamente scaricabili su Rockit.it. Francesco ha fatto l’intervista su VeiveCura e Giuseppe Terra nell’episodio 24 di SproloquioCast.

FIRE OF ATLAS – Burn The Queen – Ecco il MySpace e la pagina su MusicAlley per scoprire questo altro progetto musicale.

Un piccolo omaggio a Francesco, a VeiveCura e alla Sicilia con questo video molto evocativo. http://www.youtube.com/watch?v=tzWsrTZXOsg

APPROFONDIMENTO: Le Storie di Barbara Favaro

22 giugno 2010 2 commenti
Una cosa certa è che di Barbara Favaro si possono dire unun’infinità di cose e se la si conosce anche personalmente, allora, la cosa si moltiplica esponenzialmente. Di sicuro invece è che la cosa che ha stupito tutti è stato il fatto che questa strana, giovane e inarrestabile scrittrice sia riuscita, per intuito o per pura incoscienza, a crearsi prima un pubblico e poi a pubblicare. Avendo riascoltato l’intervista che Michela ha fatto a Barbara Favaro (1x09 Le Storie Di Barbara Favaro), mi è venuto in mente il fatto che probabilmente la straodinarietà dell’esperienza creata dalla scrittrice sta proprio in questo: un seguito creato precedentemente alla sua esplosione.

Quindi ripercorrendo le tappe dell’intervista mi è venuto in mente il fatto di ripartire proprio da qui, dal suo inizio come personaggio conosciuto e come soggetto mediatico. Probabilmente le sue doti di scrittrice erano già ben impresse in lei da sempre e i suoi risultati alla scuola Holden, la pubblicazione di una raccolta di poesie e il lavoro (la manovalanza selvaggia) nei team di Disney, lo dimostrano in modo lampante. Ma è internet, come oramai succede sempre più spesso, ad aver dato lo slancio più importante, probabilmente ridandole fiducia e ricreando in lei una voglia di essere “al centro”, che poi è un po’ l’obiettivo di ogni artista che si rispetti.

Quando Barbara si è approcciata alla rete, e ancora più specificatamente alle community, di certo aveva una sorta di immaturità di fondo su come gestire i rapporti interpersonali. Come tutte le persone di poca esperienza nel mondo della rete ha sicuramente commesso errori e non so veramente quanto lei sia stata completamente consapevole del suo straordinario risultato. Ma questa diventa dietrologia e alla storia racconteremo che lei ha avuto una incredibile intuizione, che probabilmente alla fine risulterà essere la verità.

Intuizione o meno un’altra cosa che possiamo aggiungere a tutto questo è che, come spesso abbiamo visto nel nostro mondo creativo, l’idea è importante ma non basta. Se non fosse stata per la grande qualità del suo interagire, del suo scrivere e se non avesse avuto tutto quello strano, a volte ammaliante, carisma, probabilmente non staremmo qui a parlare di una persona che ha avuto decine di migliaia di contatti sulla rete solo scrivendo dei racconti, facendoli commentare e scrivendo storie che alla fine rendevano protagonisti tutti quelli che le erano più vicini.

Quindi di chi stiamo parlando? Stiamo parlando di una donna che ha dedicato quasi due anni della sua vita a scrivere ogni sacrosanto giorno per fare il pieno di energia, di entusiasmo e di pratica, di tecnica, al fine di arrivare a far partire quei suoi progetti narrativi che erano nella sua testa e nella sua anima e che rimbalzandole sempre dentro le facevano male e la distraevano con il forte rumore di impatti che sentiva dentro di se. Stiamo parlando di Barbara Favaro, la persona che in qualche modo ha reso gli spettatori, i lettori, protagonisti in un pizzico di vita creata nella quale essi si sono sentiti molto più importanti di quanto non pensavano di essere.

Ovviamente tutto questo, nella sua iniziale immaturità relazionale telematica le hanno poi creato qualche problema, l’hanno un po’ prosciugata perché lei dava e continuava a dare in modo indiscriminato. Poi qualcosa è cambiato, Barbara è cresciuta, completandosi, diventando quella donna con un approccio uguale a prima, ma diverso, radicalmente diverso da prima. Continua la sua relazione coi suoi fan, con le persone che la seguono ma è cambiato il modo in cui lei difende, strenuamente, la sua anima e la sua energia vitale. Qualcuno potrebbe obiettare che questo modo di fare la allontana un pochino, che leva qualcosa al suo seguito, ai suoi sudditi (ricordiamo che lei è la quinn), ma in realtà è tutto il contrario perché ora Barbara Favaro è in grado di catalizzare la sua energia nelle opere, che sono l’unica cosa che ha veramente importanza, riempiendole di sé, di emozioni, di passioni feroci e di grande ingegno.

Potevo affrontare questo approfondimento parlando dei suoi libri, della raccolta di poesie, dei suoi romanzi in fase di elaborazione, ma per fare questo bisogna essere in grado di poterlo fare dato che parliamo di opere ibride, quei romanzi che non sono, di quei racconti che non sono, di quegli enigmi che non sono, di quelle opere che racchiudono in sé non solo narrazione ma anche intricate forme di gioco. Ricordiamo che Barbara è la scrittrice di quello che è e non è, è la donna artista che non si accontenta, che esplora, setaccia ogni angolo possibile e trascende, va oltre, nella sperimentazione narrativa cosi come lei la vede, la sente, non preoccupandosi della formattazione editoriale. Ovvio, questo le preclude una marea di strade è vero, e spesso questo voler fare qualcosa che gli altri non capiscono è un po’ come autogiustificarsi dicendo, bhé, non mi pubblicano perché sono oltre, ma in questo caso, e raramente come in questo caso, si tratta solamente della verità.

Di Barbara Favaro possiamo dire il bene e il male, le sue incertezze, le sue elucubrazioni, i suoi errori, possiamo, noi che la conosciamo, criticare alcune sue scelte che ha pagato severamente, ma lo facciamo perché la conosciamo bene, perché la conosco bene, e perché posso permettermelo e non è nemmeno sensato dire solo quanto sia grande. Ma lei è grande e lo è veramente. E’ difficile superare quel confine per comprenderla, ma se si scavalca il naturale scetticismo che si ha verso ogni fenomeno diverso della vita, si viene rapiti, catturati, acchiappati e imbrigliati da una voce, da un pensiero, da alcune parole di una persona, artista, scrittrice, che oramai ha capito, che sa cosa vuole e che sa cosa sta diventando.  Parternalisticamente e affettuosamente, posso dire che è cresciuta e guardarla con orgoglio, dall’altra parte la guardo con l’occhio cinico e critico che lei conosce di me e riflettere anche nel modo più critico e aspro, ma il risultato, per quanto io voglia cercarne altri, resta sempre lo stesso…

Speriamo quindi che questa intervista di Michela a Barbara Favaro, sia in grado di portarle ulteriore attenzione, ma soprattutto tutta la fortuna del mondo perché in lei bisogna credere, tutti dovete crederci, sulla fiducia anche (sebbene potete testare con mano la sua grandezza) e incondizionatamente, perché nel mondo indipendente delle autoproduzioni, delle autopubblicazioni e dell’autodiffusione, in barba alle convenzioni del mercato cinematografico, musicale ed editoriale, i progetti vanno sostenuti e appoggiati, e anche finanziati, soprattutto se hanno la capacità di essere universali e straordinari come lo sono le storie di anime e corpi, racchiusi dentro i romanzi di Barbara Favaro.

Ora vi spiego…

9 aprile 2010 2 commenti

Mi libero immediatamente di una piccola precisazione sul nome della nostra trasmissione in riferimento al nome del Blog. No, non esiste nessuna ragione o motivo di differenza tra i due nomi, non è nemmeno una sincopatizzazione (?) romanesca ma si tratta di un errore durante la battitura nella fase di creazione del profilo su wordpress.com. Soprattutto in considerazione che la mia idea era quella di realizzare, come ho fatto per il sito della mia famiglia, un sito tramite iweb di Apple, che non sarà certo un capolavoro di personalizzazione ma è facile e oggi il tempo è denaro.
Quindi, il Podcast si chiama DI Tutto Un PodCast e il sito si chiama dituttumpodcast.wordpress.com. Oramai l’errore è fatto.
Detto questo, vorrei approfondire alcuni aspetti della decisione che mi ha portato ad aprire questo blog e quindi realizzare, assieme a Michela, la trasmissione. Intanto, io sono un pendolare, nel senso che anche se ho una azienda mia assieme a mio fratello, ce l’ho dalla parte opposta del mondo, quindi dalla provincia di Roma Nord alla provincia di Roma Sud. In merito a questo quindi sappiate che un Cotral da casa mia alla stazione, il treno fino a Tuscolana, la metro fino ad Anagnina e un altro bus per l’ufficio fanno circa un’ora e un quarto di viaggio se non di più. Da buon appassionato di cose nuove è molto tempo che mi interessavo ai podcast, e ne avevo già scaricati vari molto tempo fa ma in pratica, quando ancora non vivevo tanto lontano dal mio lavoro, in realtà non ho mai avuto il tempo di approfondire e quindi sono rimasti lì.
Ho ricominciato proprio nel periodo della grande trasvolata oceanica ascoltando il podcast di una delle mie grandi passioni, ossia i videogiochi. Sono partito con la trasmissione dei ragazzi di multiplayer.it, più o meno quella meglio realizzata e con una concezione anche come formar abbastanza precisa e poi ho aggiunto anche RingCast che, stesso tema, ha un approccio meno professionale ma di certo molto più divertente da ascoltare per il tasso alcolico e di goliardia che si portano dietro.
Da quel momento in poi, soprattutto esauriti gli arretrati delle trasmissioni che ho citato, mi aveva preso una sorta di piccola scimmia che mi ha portato a costruirmi dentro il mio iPhone una sorta di vero e proprio palinsesto durante le quasi tre ore della mia giornata, tra andata e ritorno, che passo sui mezzi. Ho scoperto quindi PizzaCast tramite Multiplayer.it che mi ha fatto scoprire anche RockCast Italia e Tecnica Arcana e poi Digitalia. Potrei esprimere delle considerazioni su questi ultimi che sono sicuramente, sia tecnicamente che dal punto di vista comunicativo, i migliori in assoluto e spero un giorno di potermi avvicinare a quel livello di qualità, ma credo che fondamentalmente è lo spirito che va premiato e anche gli altri, tutti gli altri, sono molto bravi e ingegnosi. Una cosa che ho appreso è che una trasmissione Podcast non avendo vincoli produttivi, legami editoriali o politici ne finanziari, ha tutto il tempo di migliorare nelle puntate che si susseguono.
Sui Podcast si può dire moltissimo ma soprattutto che fanno parte di quell’underground di editoria, di pubblicazione e di comunicazione indipendente e veramente democratica. Tutti aspetti che io ho sempre amato e apprezzato e chi mi conosce sa quanto ho dedicato la mia vita ad iniziative come questa, sostenendo anche fortemente, troppo avvolte, progetti di altri. Poi io produco e realizzo cortometraggi indipendenti, quindi venendo dal sottofondo del cinema “indipendente” (scusate le ripetizioni) sono particolarmente sensibile all’argomento.
Ok, mi sono un poco perso… vabbeh, ok… in ogni modo, ascoltando ascoltando, rubacchiando idee e cercando di carpire quelle briciole di informazioni sul modo in cui si realizza un podcast ho messo su un progetto coinvolgendo altri due amici e mia moglie, un progetto che per ora tengo segreto per scaramanzia visto il grande impegno che mi sta costando nel prepararlo, ma, durante i test mi sono accorto di quanta pratica serve per bypassare le problematiche soprattutto quando hai un Mac, che da solo, di suo, è pronto e fresco per registrare, editare e pubblicare, ma dovendosi interfacciare anche con il mondo esterno, beh bisogna un po prenderci la mano :)
Ed allora, anche seguendo l’esempio dei due sposini di PizzaCast, e avendo comunque il desiderio di fare qualcosa con mia moglie abbiamo pensato a questa trasmissione che è sostanzialmente diversa dall’altro progetto ma sicuramente non meno stimolante, anzi, per certi versi lo è anche molto di più.
Parlare di “Di Tutto Un Podcast” non è facile, non ho un documento formar preparato come l’altra trasmissione, ma una idea precisa che ho condiviso con mia moglie e che probabilmente è molto ma molto più facile ascoltare che star qui a spiegare e sono sicuro che a questa trasmissione, di opinioni e osservazioni generali sul mondo, una piccola possibilità bisogna darla… non fatevi ingannare dal nome (che è una delle prime regole di un podcast: titolo preciso e esplicito).
Date un’ascolto non appena la pilota sarà online, qui su questo sito che su iTunes Store probabilmente, ma vi aggiorneremo di volta in volta.
Grazie comunque di essere passati da queste parti. Alla via così.

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