Di Tutto Un Podcast

Idee e opinioni sul nostro mondo

2×09 SPECIALE: La Cultura del Podcast


Benvenuti a questo speciale di Di Tutto Un Podcast. Questi speciali saranno delle formule di trasmissioni rare ma che useranno lo stile del talkshow e del dibattito. In questo primissimo appuntamento abbiamo l’onore di parlare di Podcast con la Professoressa Enrica Salvatori di HistoryCast, con Donato Bozzuto di Vieni Da Zio e con un ascoltatore tipo del podcast, Giuseppe Scaletta (il suo blog).

In questo episodio ascolteremo in anteprima audio il singolo del nuovo disco in preparazione di Le Stupide Creature dal titolo Nero Natal

Buon ascolto.

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BRANI USATI IN QUESTO EPISODIO

  • Keronoise – Nulla è Perso
  • Mayfair fm – Worm’s End
  • 100PydOFF – WarHammer

Tutti i brani provengono dal portale Jamendo.com

LICENZA DEL PODCAST: 
Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera

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78 commenti su “2×09 SPECIALE: La Cultura del Podcast

  1. Giuseppe Bruschi
    11 gennaio 2011

    Portando la mia esperienza devo dire che ho iniziato ad avvicinarmi al Podcast ascoltando quelli ad argomento geek (fumetti, anime, e tecnologia) che non trovavo trattati in nessuna trasmissione radio. Da lì poi è stato amore a prima vista, e il mio interesse si è spostato anche a quelli di argomento più generalista e di attualità.

    L’indipendenza rimane comunque un punto di forza assoluto. Vengono trattati temi non imposti dall’attualità, dal mercato, dai pubblicitari, e questo da molta forza e capacità di colpire nel segno.

    Inoltre in tutti i podcast che seguo manca, per fortuna, quella volontà di dire la verità assoluta, ma si tratta sempre di punti di vista personali dei conduttori che invitano al dibattito e alla riflessione.

    Una tavola rotonda piacevolissima e stimolante da ascoltare e, poi, l’idea del “Godcast” è fenomenale!

    Inoltre una curiosità. Visto che nella puntata si è detto più volte dell’uso dell’iPhone che terminale perfetto per godere dei podcast… Ma voi come fate? Nel senso che io ci ho provato, lasciando gli auricolari con il filo attaccati al telefono ma mi sono poi trovato male a girare sempre con gli auricolari collegati, e al contempo fare continuamente stacca e attacca dal telefono lo trovo un po’ scomodo. Mi interessa sapere il vostro punto di vista.

    • Simone Pizzi
      16 gennaio 2011

      Intanto grazie per il tuo prezioso contributo e soprattutto scusa per il ritardo.
      Beh, iPhone non è che sia il terminale ideale in assoluto, lo è perché mantiene moltissime delle caratteristiche dell’iPod che è il terminale perfetto.
      Se si è abituati a girare con un iPod alle orecchie in definitiva vale lo stesso per l’iPhone, tanto piu che ci sono gli auricolari anche per rispondere.
      Detto questo aggiungo che per mia esperienza io uso l’iPhone che tengo nel taschino e non mi hanno mai dato tantissimo fastidio i fili o l’auricolare. Certo, non è il top della comodità però… se mi comprassi degli auricolari senza fili sarebbe forse meglio. Comunque io i podcast li ascolto in tre condizioni: iPhone, in auto tramite l’autoradio e in ufficio o a casa tramite pc o playstation3.

  2. jumpy
    23 dicembre 2010

    capisco molto la potenzialita del mezzo podcast …. ma capisco anche il mio “utilizzo” dello stesso è ridotto di molto … perchè io l’ascolto solo da pc e al pc ci sto molto la seratardi… non uso la parte di “portabilità”.
    Per la valenza mi pare ottima ed è clibera come e forse piu delle “radio libere” degli anni 70 o giu di li ….
    Io (anche se forse no mi era richiesto) l’ascolto per amicizia e ne ascolto solo uno .. e non con assiduità …. per un sacco di motivi….
    comunque le vostre “trasmissioni” sono sempre molto interessanti.
    buone FESTE E BUON ANNO NUOVO!!!!!!!!!!!! A VOI E A TUTTI I PODCASTER CHE FANNO FORSE UNA COSA “SOLO ” PERSONALE …. MA COMUNQUE DANNO MOLTO A TUTTI! ….
    NOTTE… 24 H E GLI OCCHI DEI BIMBI SI ILLUMINERANNO SU CARTE PACCHI E PACCHETTI!

    • Simone Pizzi
      23 dicembre 2010

      Ok, io non approfondisco perché ti conosco personalmente e potrei interpretare
      e non mi pare corretto interpretare questioni non messe in ballo direttamente.
      Semmai ne parliamo di persona. Però non si può fare una valutazione come caso
      personale sull’uso del podcast motivando “un sacco ri ragioni” perché di perse
      è come non dire assolutamente niente. E’ come dire, io non voto perché so tutti uguali… è una frase generica e senza una reale espressione di pensiero.
      Quindi, non usi la portabilità del podcast perché non sai usare il cell? Perche non ti va di imparare, per rifiuto personale nei confronti di tutto quel che è nuovo oppure per motivi personali, ideologici, religiosi?… quali so sti “un sacco di motivi” ;)

  3. Luca Casciola
    23 dicembre 2010

    Che dire non posso esimermi dal commentare questa tua puntata che ha avuto ospite una delle donne che amo;-)

    • Simone Pizzi
      23 dicembre 2010

      HAHAHAHA…
      io racconterei anche l’aneddoto :D

      • Luca Casciola
        23 dicembre 2010

        Enrica ti amo e ti voglio sposare..vengo in tramissione e lo urlo vedrai come salgono gli ascolti ahahah

        • Simone Pizzi
          23 dicembre 2010

          Ancora co sta storia di Rinoa… me sembri Rambo tornato dal Vietnam che dopo qualche anno non sa proprio far altro che raccontare sempre la stessa storia. :D

          Però se fa bene agli ascolti va bene… si può sempre fare.

  4. Nino
    18 dicembre 2010

    Eh! diffondere la cultura del podcast.. mica facile, ci ho provato diverse volte a spiegare cosa sia un podcast, come dite voi manca proprio la cultura di questo strumento, l’altro giorno un mio amico con l’ipod mi dice: ma sul mio lettore c’è questa funzione, ma che sarebbero sti podcast?

    Io sinceramente manco mi ricordo come ho conosciuto il mondo dei podcast ho cominciato con il mitico rockcast italia del doc e adesso mi ritrovo con N° puntate in lista da ascoltare.. poi ho provato anche i video podcast ma non è la stessa cosa non sono riuscito a metabolizzarli, probabilmente per la scomodità di dover necessariamente stare seduto al pc, mentre sarebbero più comodi se visti nella tv in salotto.. (me lo faccio il media center, me lo faccio ^_^)

    Che dire ho avuto un sussulto anche io quando la professoressa ha citato il podcast di star trek, come non pensare a “Un briefing con Neelix” in star trek voyager dove neelix allietava e teneva su il morale dello sfortunato equipaggio della voyager perso nel quadrante delta.. che dire il podcast è proprio il futuro

    http://www.hypertrek.info/index.php/voy036

    Saluti, Nino.

    • Simone Pizzi
      18 dicembre 2010

      Sia i podcast che i videopodcast presuppongono non solo una fonte di distribuzione come, in questo caso, i feed rss, ma anche una piattaforma compatibile di ascolto o visualizzazione. Ecco perché sono strumenti pronti per abitudini del futuro come ad esempio apple tv o qualunque altro media center che arriverà nelle nostre case.

      Il sussulto su Star Trek ce lo abbiamo avuto tutti, e ti devo dire la verità, niente di piu inaspettato :D

  5. edo
    17 dicembre 2010

    Questa e’ la terza volta che commento e spero che stavolta funzioni.

    Mi trovo d’accordo praticamente su tutta la linea con Enrica di Historycast: io ascolto podcast camminando da e per la stazione, o facendo lavori manuali che non mi richiedono attenzione. Ritengo che la qualita’ tecnica di ogni podcast sia sufficiente ma lo stesso non vale per la qualita’ dei contenuti. La pubblicazione di una puntata di Siee Giuee Accaso mi prende molto tempo, in preparazione (leggersi tutta una sentenza di 1700 pagine vuole il suo tempo). Registrazione e montaggio sono effettivamente molto piu’ corti, anche se mi trovo spesso a dover riregistare: non mi piace leggere ma non mi piace nemmeno avere un sacco di pause e un sacco di mmm, ehm. Adesso mi scrivo un canovaccio che provo a seguire.

    • Simone Pizzi
      17 dicembre 2010

      Si, oddio, la qualità tecnica dei podcast è molto alterna…
      il discorso dei contenuti lo è ancora di più. Il problema è che alla fine la gente parla di quel che gli interessa o che ha a portata di mano, come abbiamo fatto anche noi per quasi tutta la nostra durata di puntate. Poi si è posta la questione, e ora la comprendo bene guardando a ritroso, di dover fare uno step in piu. Noi abbiamo camminato sull’evoluzione costante del nostro format e della nostra trasmissione, cercando, sperimentando ed imparando da zero. Poi abbiamo avuto uno stop ed è palese nelle primissime puntate della seconda stagione dove il nostro potenziale audio tecnico ha raggiunto probabilmente il limite con quel che abbiamo a disposizione ma i contenuti?… allora mi son messo a preparare una puntata sullo sviluppo sostenibile ed è uscito fuori un documento stampato complessivo di centinaia e centinaia di pagine. A quel punto… che fare?
      Studiare come fa Edo 1700 pagine e distruggere la propria vita o provare a trovare alternative? lo dico perché anche i professionisti non se le leggono le 1700 pagine, hanno redazioni dietro che gli riassumono tutto, quindi la cosa migliore per noi è informarci, prepararci, studiare bene l’argomento e trattarlo con chi è piu competente di noi… quindi le vie sono tante, il problema è avere la voglia o l’interesse di farlo. Come ci hanno detto tante volte molti podcaster, uno il podcast lo fa perché gli piace, giustissimo, ed è forse questo il vero punto della discussione: ti piace abbastanza da volergli far fare uno steo in più?

      • Edo
        18 dicembre 2010

        Ho letto la sentenza (di 1700 pagine) per interesse personale: volevo capire come mai avessero condannato Dell’Utri a 9 anni, visto che lo spiegava… e poi ho deciso di lasciarne una traccia nel podcast.

        Un metodo buono per veicolare contenuti senza dover studiare troppo e’ quello dell’intervista ad una persona esperta.

  6. Liartes
    16 dicembre 2010

    Maronna quanti commenti e quante discussioni!!!

    Ok, non entro nel merito di nessuno dei commenti precedenti (anche perche’ onestamente non ho avuto la forza e il tempo di leggerli tutti). La formula “talk-show” mi e’ piaciuta molto, anche se a volte mi veniva in mente Digitalia e la voce boriosa del Dok e quindi mi si raggelava un po’ il sangue… LOL
    A parte questo, l’argomento era sicuramente piu’ interessante e stimolante che parlare dell’ultima tavoletta digitale uscita sul mercato :o)

    Ascoltando la puntata mi sarebbe piaciuto poter intervenire nel momento in cui avete iniziato a parlare di iTunes. Io ho ancora un conto aperto con quegli stronzoni che non hanno accettato il mio feed RSS senza darmi una spiegazione degna di tale nome.
    Ora, quello che volevo dire e’ che sicuramente iTunes e’ una vetrina per i podcast, al di la’ del fatto che siano indipendenti o appartenenti a trasmissioni radio nazionali. Io iniziai ad ascoltare i podcast proprio perche’ molti anni fa vidi sull’iTunes store questa sezione che non sapevo nemmeno cosa fosse. Da li’ poi (anche con i consigli di iTunes, come diceva la prof.sa Salvadori) ho iniziato ad ascoltarne sempre di piu’.

    Sono sicuro che se il mio podcast fosse presente su iTunes i miei ascolti (gia’ decenti senza quella visibilita’) come minimo raddoppierebbero.

    L’idea di una guida a cos’e’ un podcast e come sottoscriversi ad un feed e’, secondo me, una grande intuizione. La gente ha bisogno di sapere perche’ spesso e volentieri si ascoltano qualche episodio e poi, specie con podcast che non hanno una periodicita’ fissa (come il mio) finiscono per dimenticare di ascoltare il nuovo episodio. Questo non succederebbe se si fossero abbonati al feed RSS.
    Il mio consiglio e’ di fare una guida video, un filmato che mostra passo-passo, come fare. La gente che non e’ a suo agio con la tecnologia non vuole nemmeno perdere tempo a leggere cosa fare perche’, nella loro testa che rifiuta il mezzo tecnologico, sarebbe troppo complicato e non proverebbero nemmeno a capire come fare.
    Il video invece parla da se’ e ti fa effettivamente vedere cosa devi fare (mai sopravvalutare l’utente finale).

    • Simone Pizzi
      16 dicembre 2010

      Sulla guida ci ragioneremo tutti insieme e troveremo certamente una valida soluzione. Il problema è che non deve solo essere una guida ma deve essere abbinata ad un concetto di campagna culturale a favore di… almeno secondo me. Una sorta di opera marketing dal basso, piccola ma capillare in modo che l’informazione sia deframmentata nella rete ma presente in tanti minuscoli punti e quindi per questo pui facile da raggiungere. Il discorso iTunes e aggregatori vari è un discorso forse da dover affrontare quindi grazie al tuo spunto credo che abbiamo ‘argomento per la seconda puntata a tema che potremmo fare per metà o fine gennaio e alla quale tu, Marco Pizza e poi vedremo chi altro, vi potete considerare già opsiti partecipanti.
      Dal canto mio posso solo dire che gli accessi iTunes rappresentano quasi il 35% del totale quindi una porzione abbastanza significativa ovviamente.

      Altra cosa che magari centra poco è che, nelle demo di Windows Phone 7 nella zona dedicata alla multimedialità di Zune ci sta la voce podcast, voprrei andare a controllare se Zune sta facendo quello che fa iTunes perchè se è cosi perche non ci andiamo a mettere anche li i nostri feed?

      Per concludere, io capisco che per gli ascoltatori di Podcast, le trasmissioni a forma di TalkShow possono essere facilmente assimilate a Digitalia, ma siamo su due categorie di competenza e di qualità molto differenti, a favore del Dok ovviamente :D
      In ogni caso grazie per “voce boriosa” :D

  7. Shuren
    15 dicembre 2010

    Per lasciare anche un commento in topic con la puntata, oggi non avevo nessun podcast da ascoltare e mi si è bruciata la SD del cellulare con tutta la musica. Risultato, ho dovuto accendere la radio. Non lo avessi mai fatto! Non sono più abituato alle trasmissioni generaliste, a tutta la pubblicità, alle chiacchiere inutili!

    • Simone Pizzi
      15 dicembre 2010

      Concordo.
      La fortuna che abbiamo qui è che a Roma esiste Radio Rock che di pubblicità ne fa poca e soprattutto ben collocata e tanta buona musica oltre a temi interessanti.
      Però per chi ascolta podcast e quindi gli si crea questo nuovo mondo d’ascolto, ritornare alla radio è faticoso.

      • Shuren
        15 dicembre 2010

        Lol non ascolto Radio Rock, non sono un amante di quella musica! La mia radio romana preferita è RAM Power, una canzone nuova e una vecchia.
        Inoltre danno un ottimo bollettino del traffico cittadino, molto dettagliato

        • Simone Pizzi
          15 dicembre 2010

          Nemmeno il Rock ti piace…? allora salterai anche molti nostri brani :D :D :D :D :D :D

          Comunque un altro suggerimento nei casi di emergenza da rotture SD o pennette varie è LifeGate Radio, ma questi sono pareri personali.

          • Shuren
            15 dicembre 2010

            mi piace, ma sono più per il pop!
            Che frequenza ha quella radio (sono di roma pure io)

            • Simone Pizzi
              15 dicembre 2010

              boh…non mi ricordo…

            • Michela De Paola
              15 dicembre 2010

              sta intorno al 90.9 :)

              Ciao Shuren!

  8. Pizzari
    15 dicembre 2010

    Intanto complimenti per l’episodio! Peccato non esserci stati come dovevamo……..intanto questo, quando avremo letto tutti i commenti vedremo di rifarsi sentire….tempo permettendo! Ciauz!

    • Simone Pizzi
      15 dicembre 2010

      We, benpassati da questi lidi. Sulla vostra mancata presenza tranquilli, come avrete sentito io non volevo nemmeno farlo notare per correttezza, ma sicuramente ci saranno altre occasioni.
      Per quel che riguarda i commenti… boh, per la prima volta su questo blog è uscita fuori la mia anima rissosa :D che invece esce spesso ovunque o dovunque… ma poi si sistema tutto.
      Quando avrete tempo ci farà ovviamente piacere anche il vostro parere.

  9. NeXuS
    15 dicembre 2010

    P.S. Scusate gli errori di battitura, ma come al solito commento in corsa

  10. NeXuS
    15 dicembre 2010

    Primo: coplimenti come al solito per l’impegno profuso.

    Secondo: potreste pensare di mollare skype ed iniziare ad utilizzare mezzi alternativi, magari pensati inizialmente per scopi diversi, come ad esempio Mumble. Se serve aiuto basta fare un fischio.

    Terzo: Benvenuto Michele che ti piacciano tutte le puntate o no!

    Passando alle mie personalissime opinioni sul podcast: direi che condivido e miscuglio piu’ o meno tutto quello che e’ stato detto.
    - In Italia c’e’ un problema di alfabetizzazione informatica per cui, se anche c’e’ il mezzo tecnico (computer/cellulare/palmare), la gente poi non sa come usarlo per scaricare ed ascoltare i podcast… magari potremmo fare una serie di tutorial.
    - In Italia c’e’ un problema di alfabetizzazione… per cui il 90% della popolazione guarda solo la TV (nonostante eccellenti programmi anche solo radiofonoici e non necessariamente “alternativi” come i podcast)
    - I podcaster italiani, salvo tre eccezioni degne di nota (almeno tra quelli che ascolto io) sono estremamente discontinui (mea culpa, mea maximissima culpa). Questo puo’ causare non poca disaffezione da parte degli ascoltatori. Il punto, pero’, si ricollega alla alfabetizzazione informatica… che ci stanno a fare aggregatori di flussi (mai incrociarli che e’ male) e podcast downloader?

    • Michela De Paola
      15 dicembre 2010

      Bentornato!
      è stata dura mettere insieme tutti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta…

      Credo che hai ragione, dovremo presto trovare soluzioni alternative e sappiamo di contare su di te e credo che ne approfitteremo :)

      e si… abbiamo sbagliato, ad un nuovo ascoltatore lo si accoglie prima di tutto!

      Il suggerimento dei tutorial è una grande idea, geniale.

      Grazie per esserci, sempre :)

    • Simone Pizzi
      15 dicembre 2010

      Ciao Max,
      si, sono d’accordo con quel che dici e si, stavo pensando anche io a una sorta di documentazione dettagliata e facilmente accessibile sul discorso del podcast. Ragioniamoci bene su e agiamo che in effetti è la strada migliore. Io credo che se si costruisce una sorta di documentazione basica e non tecnicamente orientata da inserire sui siti di tutti i podcaster italiani, avremmo lo stesso documento ma tante fonti di accesso e maggiore potenziale campo d’azione. Io stesso i primi tempi faticavo a capire cosa erano i podcast, come funzionavano i feed e ho rischiato di scoraggiarmi. Questo sempre per via dell’analfabetizzazione generale e al tecnicismo dottorale di chi invece sa e gli fa piacere far capire che sa :D
      Sui mezzi alternativi a Skype, come detto anche a Michele in una delle risposte sotto, stiamo pensando a una linea telefonica dedicata ma vedo che la cosa non è semplice. Anche usare Skype con credito telefonico ma onestamente le informative Skype sono tutto tranne che chiare, almeno per me.
      Quindi accetto il tuo suggerimento… che roba è mumble? :D

    • Simone Pizzi
      15 dicembre 2010

      Max ho dato una sbirciatina a questo Mumble senza aver letto approfonditamente. Da quel che mi pare di aver capito in pratica è un sistema di comunicazione che viene usato durante i giochi? Il problema sta nel fatto che già molta gente non ha Skype e glie lo devi far istallare, figuriamoci avere una cuffietta con un mic. Poi in realtà, apparte le persone che hanno connessioni improbabili spesso la comunicazione in skype è anche molto pulita e stabile. Il problema nasce soprattutto quando si fa passare una connessione skype non pulitissima nel mixer e poi nel computer, li tutti i difetti ovviamente si amplificano.
      Volevo provare Audio hijack ma faccio fatica a capire come si configura una connessione skype figuriamoci una multipla.
      in alternativa ho Ubercaster che si configura da se aprendo una posizione skype nel programma, ma questo non è molto stabile e ha molti difetti pur essendo a pagamento (tra l’altro credo abbiano sospeso anche gli aggiornamenti e il supporto).
      La cosa che vorrei fare io invece è una connessione telefonica diretta ma qui subentra il genio che è in te. Te lo dico perchè infondo è grazie a te che ho trovato alcune soluzioni anche se io rimango sempre dell’idea che avere un registratore dedicato multitraccia a tracce separate sia la cosa migliore…
      Sebbene io posso far entrare nel mixer audio di un cordless o di un cellulare tramite la presa cuffie nelle entrate del mixer, il problema sta nel come far uscire invece il segnale dal mixer al telefono… quindi evitando di stare con la cornetta in mano mentre si sta davanti al microfono. Ho cercato in rete e ho visto schemi, saldature, circuitistampati… mammamia… aiuto… :D
      Hai qualche soluzione?

      • NeXuS
        15 dicembre 2010

        1 – Chi usa Skype non avra’ nessun problema ad usare Mumble. Come hai letto e’ un tool dedicato alla comunicazione per i giochi, ma ha una qualita’ audio decisamente buona. Ha il vantaggio, rispetto a Skype, di richiedere pochissima banda e avere una latenza molto bassa.
        All’epoca facemmo esperimenti con Rouge, i Pizzari ed Edo, ed e’ quello che usano anche i Nowherecastiani per “incastrare” interventi remoti.

        2 – Visto che tanto andate pesanti di post produzione, un modo per ottenere una iniziale separazione dei segnali e’ registrare il vostro audio “da studio” su un canale (es. sinistro) e l’audio proveniente da Skype/Mumble sull’altro. Poi si aggiusta tutto dopo (e’ quello che ho fatto io nell’intervista a Valentino Berto… oltretutto si puo’ anche lasciare un po’ di separazione stereo tra le voci per un effetto “palcoscenico”).

        3 – Per semplificare la vita rispetto ad una linea telefonica dedicata, potreste provare a farvi un account SIP ed ridirigere l’audio di un softphone (l’equivalente di Skype ma fa le veci di un telefono tradizionale) verso il mixer. Potreste avere un po’ di confusione nel routing dell’audio da una parte all’altra, ma niente di irrisolvibile penso, magari con l’aiuto di patch panel virtuali (non so cosa ci sia per Mac, ma per Win c’e’ Virtual Audio Cable e per Linux c’e’ Jack/Alsa).

        Se mi viene in mente altro ve lo dico. :)

        • Simone Pizzi
          15 dicembre 2010

          Non mi vergogno nel modo piu assoluto a dire che dal punto due in poi non cio capito una mazza :D
          Semmai sentiamoci per mail quando hai maggiore calma, tanto non è una cosa poi così imminente… o meglio, facciamo che non lo sia :D
          Cosa è un account SIP?

        • Pietro Busalacchi
          15 dicembre 2010

          Io ho suggerito sulla base della mia piccola esperienza il telefono. Non perché sia il mezzo migliore ma perché è ubiquitario: tutti hanno un telefono cellulare ed ancora molti hanno un telefono fisso a casa. E se in futuro Dtup pensasse di intervistare persone fuori dal giro dei tecnologicamente attrezzati il telefono resta in mezzo migliore e soprattutto “universale”.

          Piccola pillola di memoria. Una volta nella mia webradio dovevo parlare con due persone al telefono in contemporanea e lí per lí non sapevo come farli parlare tra loro…poi mi ricordai di una c’era pratica sessuale e unendo a mo’ di 69 i due cellulari sono riuscito nell’intento…

          Come fare entrare l’audio dello studio nel microfono del telefono senza parlare vicino alla cornetta ma direttamente è una cosa che mi piacerebbe sapere anche a me!

          • Simone Pizzi
            15 dicembre 2010

            Esatto, infatti è quello il punto.
            In realtà la scelta del telefono è una scelta verso la quale mi sto orientando e voglio comunque sperimentare come facevi tu perché credo sia la cosa migliore. Il grande vantaggio è che avendo fastweb e 3 dalla mia parte, sia in cellulari che in rete fissa io andrei anche senza grosse spese anzi…
            In alternativa Matt di nowherecast mi suggerisce di usare Skype acquistando credito che dice che ci si parla per moltissimo tempo. Ma le informative Skype io non le capisco quindi non ho capito se veramente si paga due centesimi al minuto o meno :D

            • shuren
              15 dicembre 2010

              Alcuni podcast che ascolto usano teamspeak. Sopratutto quando sono più di tre a parlare

              • NeXuS
                15 dicembre 2010

                Io ho suggerito Mumble solo perche’, a mio modo di vedere, garantisce una qualita’ migliore di Teamspeak (ed ha il vantaggio di essere totalmente OpenSource).

                • Simone Pizzi
                  15 dicembre 2010

                  vantaggio è una parola grossa :D

                  Comunque per riportare la discussione sul problema principale, quello che ci interessa è la penetrazione dello strumento di connessione, ossia, nulla in italia ha più penetrazione del telefono fisso o mobile. Questo mi interessa molto di piu della qualità che insomma, spesso è volentieri fa schifo anche su radio capital, anzi proprio stamattina ho sentito gli stessi difetti che si sentono in alcune nostre puntate.
                  Quindi per me il vero problema è che se voglio intervistare un frate non posso stare li a chiedergli di istallare skype o mumble o di avere un voip o un SIP, ma devo sapere quale è il sistema migliore per me per chiamarlo in modo confortevole e pratico per lui…

            • NeXuS
              15 dicembre 2010

              SIP e’ un protocollo per commutazione telefonica digitale. E’ un po’ come Skype ma e’ uno standard aperto: chiamate da numerazioni SIP a numerazioni SIP dello stesso operatore sono gratuite, verso altri operatori (SIP, landline o cellulari) si pagano, ma di solito molto poco (meno di Skype).

              Per telefonare da una numerazione SIP e’ possibile usare un softphone (software che emula un telefono) oppure un telefono SIP (tipo Skype phone).

              Io ad esempio ho una numerazione italiana con Eutelia (che magari vi comunichero’ in privato) per cui, se voi voleste chiamare me da un telefono fisso con tariffa flat (non a consumo) non paghereste niente di piu’.

              http://it.wikipedia.org/wiki/Session_Initiation_Protocol

              • Simone Pizzi
                15 dicembre 2010

                Ok, vedo di informarmi bene… cerco di capire come si fa un account. Il problema mio è comprendere le tariffe, però a questo punto vi domando una cosa:
                Non esiste un programma con il quale io posso usare tramite computer la mia linea telefonica fastweb?

                • NeXuS
                  15 dicembre 2010

                  Non che io sappia, se non ricordo male hanno degli apparati HW appositi che smistano il traffico voce/dati, a meno che Fastweb non usi SIP internamente, ma anche in quel caso avrestic omunque bisogno di spiegare la situazione al “tecnico” di turno, e non sono sicuro che ti farebbero attivare il tutto.

                  Io ti posso dire che per Eutelia VOIP chiamando su rete fissa italiana si pagano 1,8 cent al minuto IVA inclusa. So che ci sono anche altri operatori, ma non li conosco.

                  • Simone Pizzi
                    15 dicembre 2010

                    e si puo usare anche tramite computer? O isogna aver comunque un apparecchio VOIP?

                    • NeXuS
                      15 dicembre 2010

                      COme ti dicevo prima puoi scegliere se avere un apparecchio fisico oppure un software phone (softphone)… oppure tutti e due insieme! :)

                      Se usi un softphone hai una roba tipo Skype di cui puoi registrare l’audio nel modo che piu’ ti aggrada (e.g. ridirigendo verso il mixer, oppure con un plugin che salvi file su disco, o qualsiasi altra diavoleria che ti voglia inventare).

                      Un esempio di softphone multipiattaforma (Java) e’ SJphone

                • edo
                  17 dicembre 2010

                  Anche io uso una numerazione di eutelia, come Max. Con il mac usavo un software chiamato xlite. Ho anche un abbonamento a http://www.voipstunt.com. Li’ ti danno un software per windows (10 euro = 120 giorni di chiamate gratuite ai fissi in europa e altro).
                  Alla fine mi sono comprato un telefono voip (Siemens CP 455IP) che funziona meravigliosamente.

                  Ha il viva voce e si puo’ fare un’intervista usandolo.

                  • Simone Pizzi
                    17 dicembre 2010

                    nel senso che tu useresti il viva voce per fare l’intervista?
                    potrebbe essere un sistema ma non è che sia tecnicamente il meglio.
                    Oggi provo a fare un test…

  11. Pietro Busalacchi
    14 dicembre 2010

    Dato che questa nostra puntata è stato un esperimento insolito per il nostro stile di trasmissione te la butto li…perché non le diamo una replica… perché Pietro B. non torna dietro il mic per una direttona collegandosi con due o tre podcaster e proseguire questo dibattito?

    Simone purtroppo quel tipo di dirette per me sarebbe di difficile realizzazione per mille motivi di ordine personale e pratico. Le dirette in generale spererei di poterle fare almeno di tanto in tanto, vedremo…

    Alle critiche di Shuren sicuramente risponderete voi, io volevo solo sottolineare che se avesse ascoltato le puntate che dice di aver saltato forse si sarebbe accorto che “Di Tutto un Podcast” è una trasmissione indipendente e fatta da casa vostra con i vostri mezzi e le vostre conoscenze, e a parer mio è fatto benissimo. Poi tutto è perfettibile, ci mancherebbe!

    Però non cerchiamo il pelo nell’uovo…e poi ascoltare DTUP perché non si ha nient’altro di meglio da ascoltare è un complimento indiretto così spettacolare che annulla il resto del commento!

    E non ha ancora ascoltato la mia chiaccherata con voi….;o)

    • Shuren
      14 dicembre 2010

      Lo so benissimo che è una trasmissione fatta da casa, infatti nessuno sta mettendo in dubbio la cura che investono nel progetto.
      Ho saltato solo mezza puntata (di questa seconda stagione), le altre le ho ascoltate con minore interesse, ma le ho ascoltate.
      Ripeto per l’ultima volta, poi mi sono pure rotto il xxxxx e ho speso tutta la mia serata qui, che volevo solo esprimere un segnale del tipo “Ciao ci sono pure io che vi ascolto”.
      Non ho chiesto di cambiare, non ho detto che lavorate male, non ho detto che gli argomenti fanno schifo.

      • Simone Pizzi
        14 dicembre 2010

        Scusa Michele, ok, ammesso che io possa aver alzato i toni
        Ma onestamente, ma parliamo seriamente da persone adulte,
        tu pensi che dire non mi interessa cosa dite e spero in puntate che mi siano piu congeniali significa “ciao ci sono anche io”?
        Perché una cosa è fraintendersi, l’altra è far passare la gene per cretina o no?

        • Shuren
          14 dicembre 2010

          beh onestamente, fate un podcast chiamato Di tutto un Podcast, ci può stare che alcune cose che dite non mi interessano, no?
          Visto che non ho scritto quali sono gli argomenti che mi piacciono, ho solo detto, alcune delle puntate non mi hanno interessato, pazienza, continuo ad ascoltarvi in attesa di altre che lo faranno (visto che ci sono già state, ora mi sono ricordato pure quella con il regista).
          Bon detto questo vi saluto, si è fatto veramente tardi

  12. Shuren
    14 dicembre 2010

    la madonna che commenti lunghi!
    Non sperate che io scriva così tanto :-D
    Vi ascolto da un po’ di puntate, credo da quando avete iniziato questa seconda stagione.
    La puntata che mi è piaciuta di più è stata quella con l’intervista/chiacchierata con Emanuele Bocci (grazie per avemelo fatto scoprire).
    Le puntate dopo non mi hanno interessato più di tanto, quella sulle banche l’ho skippata da metà, quella sulla sottotitolazione era interessante, ma non mi ha “preso” non so bene perchè. Le altre hanno trattato argomenti che non mi interessavano, le ho ascoltate, ma sinceramente, solo perchè non avevo altro da ascoltare.
    Ora, visto che posso, vi faccio un paio di appunti. Quando avete ospiti, evitate le basi musicali. Se il collegamento dell’ospite non è perfetto, viene attutito ancora di più dalla base. Tipo in quest’ultima puntata, io ho sentito svariati minuti di musica, e praticamente nemmeno una parola di quell’ospite che è andato via prima (mi scuso, ma non ricordo il nome).
    Un’altra cosa, cercate di livellare i livelli di volume delle canzoni con quelle del parlato. Non è possibile avere le canzoni a volume molto più alto delle parti parlate.

    Vi saluto e vi auguro un buon lavoro, sperando che le prossime puntate mi siano più congeniali.
    Michele Shuren Bancheri

    • Simone Pizzi
      14 dicembre 2010

      No, non ci aspettiamo ne che tu li legga ne che tu lo scriva, figurati ;)
      il fatto è che una persona che ha saltato puntate e delle quali più della metà le ha trovate poco confacenti è una persona poco o per nulla interessata al tenore o ai tempi della nostra trasmissione. Legittimo ovviamente. Ma io non vado a criticare una cosa che non mi interessa perché la mia critica sarebbe quanto meno ambigua e pretestuosa. A che pro lo farei? Che mi interessa, con quel tono di sufficienza a che pro dare delle critiche? O si è persone che fanno della critica aprioristica e antipatica il loro stile, vecchio e oramai stravisto, o si ha un motivo specifico per farlo e visti anche i tempi che corrono la cosa non è che mi sorprenderebbe, ma questo è un’altro discorso.
      Pertanto, tra le varie critiche negative che abbiamo ricevuto nei mesi e che ci hanno aiutato a crescere, questa è sicuramente quella che merita la risposta più dedicata e allo stesso tempo meno interessata da quando esiste questa trasmissione. Ma visto che oramai ce ne freghiamo abbastanza di far ciondolare il cioccolatino in faccia agli spettatori… tanto vale essere sinceri e coerenti :D dote quanto mai rara ultimamente.
      Ci hanno criticato nel ritmo e lo abbiamo migliorato per quel che ci è stato possibile. Ci hanno criticato nella qualità tecnica e ora come ora sfido a trovare podcast che siano alla nostra altezza (eccetto un paio). ci hanno criticato nella lunghezza e li non siamo riusciti a fare molto. Ma parlare di una trasmissione dicendo che non frega una mazza di quel che si parla è veramente ridicolo.
      Quindi ti dò il benvenuto da queste parti ma sono sicuro, e anche tutto sommato non dispiaciuto, che non ci saranno puntate più congeniali alla tua persona. Quindi, semmai, buon viaggio… ma qualcosa mi dice che ritornerai :D

      • Shuren
        14 dicembre 2010

        mmm mi sa che non hai capito bene il mio messaggio!
        Mica era una critica agli argomenti, ci mancherebbe altro! So che vi fa piacere che chi vi ascolta vi lasci un segno del passaggio e ve l’ho lasciato!
        Le critiche erano la parte dopo del messaggio ;-) e mi sembrano critiche costruttive, visto che ho spiegato dettagliatamente cosa c’è che non va (ovviamente dal mio punto di vista).
        Ripeto, non era assolutamente una critica agli argomenti trattati, non sono quasi mai di mio interesse, ma continuo ad ascoltarvi lo stesso.
        (ps vi ho trovato tramite casa pizza, telefilmcast e nowercast)

        • Simone Pizzi
          14 dicembre 2010

          Sapevo che avresti replicato subito.
          Il problema di fondo è che le persone come te si sentono tanto acute e intelligenti da poter rigirare le questioni come e quando vogliono, e credo anche con quel tono provocatorio atto a far incazzare la gente. Ma sai, a quasi 40anni di sciocchezze come queste ne ho viste tante e per me possiamo stare qui anche tutto il tempo a fare batti e ribatti tanto io mi diverto.
          Dire che gli argomenti non sono di interesse è un’osservazione critica, per quanto la tua banale filosofia creda di poter dimostrare il contrario. Irrispettosa ovviamente, ma il rispetto è di certo l’ultima cosa che mi aspetto… Michele… per me puoi venire anche dal podcast del presidente della repubblica, non è che mi cambi molto.
          In buona sostanza io credo che tu abbia una discreta dose da perdere per scrivere in un luogo che parla di cose che non ti interessano :D

          • Shuren
            14 dicembre 2010

            Allora intanto ho scritto che gli argomenti non sono di MIO interesse, non in generale.
            Non mi reputo acuto o intelligente, volevo solo lasciarvi una traccia della mia presenza di ascoltatore. Non volevo assolutamente mancare di rispetto, e mi spiace se quello che ho scritto appare così.
            Non era nemmeno mia intenzione inizare un batti e ribatti, non li ho mai amati (infatti non commento mai i podcast che ascolto).
            Voleva essere una dimostrazione di amicizia, non è stata capita, bon pazienza.

            • Pietro Busalacchi
              14 dicembre 2010

              Shuren i complimenti si fanno non si alludono…

              • Shuren
                14 dicembre 2010

                mah, secondo me, già che uno commenta, è una cosa positiva.

                • Pietro Busalacchi
                  14 dicembre 2010

                  In rete c’è un insieme di regole chiamate netiquette. Uno se ne può anche fregare ma non ci si aspetti poi una buona accoglienza…

                  Non si entra in casa d’altri sparando sentenze. Tranne che tu non lo faccia a bella posta. Cosa che nel tuo caso voglio sperare non sia così.

                  Intanto sto spulciando il tuo blog, magari c’è qualcosa di interessante…

          • Pietro Busalacchi
            14 dicembre 2010

            Simone è una vecchia trappola dialettica. Non cascarci e soprattutto non prendertela. Vedila dal lato che comunque è una dimostrazione di crescente interesse…

            • Simone Pizzi
              14 dicembre 2010

              Una mia amica mi ha detto che sono stato indelicato, forse…
              poco elegante… probabile…
              ma sicuramente non me la son presa pie…

    • Michela De Paola
      14 dicembre 2010

      Ciao Michele,
      Ben arrivato da queste parti.
      Sono contenta che Emanuele abbia un nuovo fan, davvero… perché è un ragazzo grandioso, un musicista di grande qualità e siamo felici di averlo avuto tra noi e che, ormai, sia diventato un nostro amico.

      Nell’attesa di sfornare puntate più congeniali a te, anche se la vedo un impresa molto ardua, anzi direi proprio impossibile ti ringrazio per averci esposto tutte le tue critiche. :)

      • Pietro Busalacchi
        14 dicembre 2010

        Grande Michela!!!

        • Michela De Paola
          14 dicembre 2010

          ah se mio marito mi stesse ad ascoltare qualche volta!!!

      • Shuren
        14 dicembre 2010

        Ti ringrazio!
        Non so come faccia tu a dire che è un’impresa ardua, visto che già ne avete fatta una di puntata che mi è piaciuta molto (quella con Emanuele).
        Mi scuso ancora se ho scritto cose che potevano sembrare critiche agli argomenti, ma non era assolutamente mia intenzione.
        Alla fine, alle uniche 2 critiche che, da ascoltatore, ho fatto, non mi avete risposto.
        A presto

        • Simone Pizzi
          14 dicembre 2010

          Il problema delle connessioni skype è un problema serio.
          Quando la connessione è buona e la gente si è almeno comprata un mic da tre euri, allora i problemi sono minori, soprattutto perche passando per un mixer e poi l’audio essendo processato tra compressori e limitatori, i difetti vengono piu fuori che altro.
          Ma ci stiamo attrezzando con una linea telefonica.

          • Shuren
            14 dicembre 2010

            ma la base la mettete mentre registrate o in post produzione?

            • Simone Pizzi
              14 dicembre 2010

              In Post… mettermi a gestire anche le basi durante la registrazione va veramente al di fuori delle mie possibilità multitasking

        • Michela De Paola
          14 dicembre 2010

          beh purtroppo sui livelli dei volumi, non riesco molto ad argomentare, purtroppo, non posso nasconderti che la parte tecnica di tutto il programma è affidata totalmente a Simone, ma per quanto riguarda questa puntata in particolare posso soltanto dirti che il collegamento è stato molto difficile da gestire e quindi in fase di post produzione è stato molto difficile sistemare l’audio.
          Per quanto riguarda le canzoni e l’audio troppo alto, devo ammettere che non mi sembrava proprio, ma ho giusto deciso qualche minuto fa di riascoltarmi le ultime puntate domani per vedere come sono i volumi.

          E quando parlo di puntate che possano suscitare il tuo interesse, mi passerai il fatto che dopo essere riusciti a cattuare la tua attenzione in una puntata su 25, che sono state pubblicate, trovarne un’altra che incontri i tuoi gusti sarà davvero molto difficile, ma è una bella sfida anche questa e sarò contenta di sapere che continui a darci fiducia e magari che avrai scoperto un’altra puntata che ti piace…

          Torna a trovarci…

          • Simone Pizzi
            14 dicembre 2010

            Vero che ogni programma ha la sua gestione anche se bene o male sono tutti simili. Vero che le differenze tra volume effettivo e volume percepito ci sono, ma, al di la di qualche live sbafatura in questa puntata, nelle ultime sei puntate non solo il tutto è gestito da compressori e limitatori che tengono il volume delle singole tracce e del master finale in un range ben preciso, ma i brani vengono anche precedentemente livellati tra loro per avere tutti un volume effettivo identico.
            Non mi sento di essere d’accordo sulla grande differenza tra volumi del parlato e del brani, soprattutto perché sia come volume che come masterizzazione di traccia il volume delle voci è di gran lunga più cicciotto di tutto il resto.

            • Shuren
              14 dicembre 2010

              sarà stata una sensazione! Vi ascolto mentre guido, con un’auricolare in-ear

          • Shuren
            14 dicembre 2010

            Aspe’ io ho sentito solo le ultime, non so se tutta questa seconda stagione o se ho iniziato a stagione cominciata.

            ok ho controllato ho iniziato con la 2×03 che ho skippato a metà, nonostante questo, ho ascoltato le sucessive, visto che la 04 e la 05 mi sono piaciute molto. La 06 è stata simpatica, nella sua stranezza. La 07 era carino l’argomento, ma non mi ha catturato. La 08 me l’ero scordata, ma ora che ho rivisto gli argomenti devo dire che è stata la migliore che ho sentito, per contenuti. Questa 09 l’avrei saltata.
            Ok ora vi saluto veramente!

            • Simone Pizzi
              14 dicembre 2010

              Non ho mica capito, e dico sul serio senza altri battibecchi… la 2×09 l’hai sentita o no? o_O

              • shuren
                15 dicembre 2010

                Si ma non mi ha interessato

          • edo
            17 dicembre 2010

            Si da’ il caso che il “volume” della base debba essere almeno 20 dB inferiore al volume della traccia audio. Io faccio post produzione e faccio cosi’ per avere regolare il volume delle basi:

            1) normalizzo parlato e base
            2) misuro il volume medio di base e parlato
            3) decido l’amplificazione (o meglio la de-amplificazione) della musica in base al volume del parlato.

            Purtroppo faccio tutto con ecasound, ma forse passero’ a python, tanto per quel che voglio fare e’ sufficiente).

            • Simone Pizzi
              17 dicembre 2010

              Io sottopongo il parlato ad un trattamento di miglioramento per la voce, neutro, ne maschile ne femminile. Se avessi due tracce audio vocali distinte darei un miglioramento specifico maschio e femmina. Poi le tracce voce vengono normalizzate con un processo di allineamento, di solito non ce ne è bisogno ma lo faccio comunque, ossia tutte le tracce voce vengono portate allo stesso volume effettivo e percepito. La cosa riesce quasi sempre. Poi passo le tracce voce per un processo di dinamica, compressione e masterizzazione con un preset che mi son preparato e memorizzato. Le tracce voce in questo modo sono pulite, pronte e belle cicciotte.
              A questo punto passo alle tracce musicali che anche se di buona fonte hanno tutte una masterizzazione differente e volumi differenti e lo passo sotto lo stesso primo processo della voce, ossia la normalizzazione sul campione di un file principale in modo che tutte siano allo stesso volume. Poi non le tocco più
              Le basi subiscono lo stesso processo delle tracce musicali.
              A questo punto tutto finisce con l’assemblaggio finale nella timeline del programma che uso per fare il montaggio finale. Nel sequenze ho solo tre tracce preparate ossia: Voce, Musica, Basi. Tutte contengono un compressore e un limitatore basico e la traccia master d’uscita anche ha un compressore e un limitatore basico in modo di avere la certezza matematica che nulla vada sopra o sotto un certo livello di volume. Più nella traccia master ci sta il masterizzatore finale con il quale l’audio esce con una banda bella espansa, ma devo ridefinire il volume finale d’uscita perché è molto alto… forse troppo per alcuni apparecchi.
              In ogni caso i volumi sono i seguenti:
              Voce -6db; Musica -2,5db; base -15db

  13. Pietro Busalacchi
    13 dicembre 2010

    La Salvadori suggerisce una cosa interessante ossia che i podcast sono un “prodotto” di nicchia allo stesso modo degli audiolibri che in Italia non hanno mai avuto grosso successo e probabilmente mai l’avranno.

    Questo è sicuramente un limite, ma è anche la sua forza. Avete visto tutti la banalizzazione dei mezzo “blog” nel momento in cui se ne sono appropriati i media ufficiali ed avrete notato la banalizzazione del podcast quando lo utilizzano gli stessi media.

    La forza del podcast sta nel suo essere un prodotto per chi utilizza in maniera “evoluta” il web ed è capace di utilizzare i feed ed i supporti per l’ascolto del podcast in maniera evoluta. Non è un media banale non basta premere un tasto per usufruirne, occorre cercare, scaricare, ascoltare.

    Far conoscere un podcast non è certo facile e difficilmente uscirà dalla ristretta cerchia di chi lo segue con più o meno regolarità. Ma “Di Tutto Un Podcast” sarebbe la stessa cosa se si trasformasse in una trasmissione radiofonica? Non credo, sarebbe vincolata nel linguaggio nelle tempistiche, nella scelta degli argomenti, quindi sarebbe “altro”…

    ADigitale Radio proponendo in streaming vari podcast indipendenti vorrebbe avvicinare a questo mezzo chi per vari motivi non ha avuto modo di conoscerlo fino a questo momento rendendo banale usufruirne come può essere banale cliccare sul tasto play del lettore multimediale ed ascoltare il podcast che sta andando in onda in quel momento. Nel contempo può a chi già ascolta podcast dare la possibilità di ascoltare pezzi di podcast che magari normalmente per vari motivi (scelte, tempo ecc.) non si ascolterebbero. Io stesso ho apprezzato alcuni podcaster grazie all’ascolto della mia radio mentre altri (senza fare nomi) non si possono (secondo me) proprio ascoltare ma li ho trasmessi…

    Chi dice di non ascoltare i podcast perché non ha tempo usa la stessa scusa (Giuseppe è una scusa altroché anché un po’ banale) per qualsiasi cosa: “Perché non leggi?” “Non ho mica tempo”, “Perché non vai al cinema?” “Perché non ho tempo”, “Perché ascolti musica?” “Perché non ho tempo”, “Perché non sco..” “Perché ho mal di testa”.

    Come faceva notare Michela, la questione tempo è troppo ridicola per essere presa in considerazione perchè vale per tutto. Io non AVREI tempo di pensare alla mia webradio perché troppo impegnato nelle mie varie attività, TROVO il tempo perché fare webradio è una cosa che mi piace farlo. Quindi il TEMPO si TROVA se la cosa che si fa PIACE.

    Come sto trovando adesso il tempo per scrivere questo commento che mi son reso conto essere esssaggeratamente lungo. Chiedo scusa.

    Adesso vi scrivo la versione breve:

    Complimenti a Michela e Simone, VOI siete podcast. Il resto sono chiacchere…

    • Simone Pizzi
      13 dicembre 2010

      Allora, intanto meno male che ci sta Pietro perché, sebbene lo fanno anche gli altri, cerca sempre di snocciolare in modo articolato una discussione e questo è molto bello.
      Si, Enrica ci ha dato una interessante osservazione. Non so quanto sono completamente d’accordo con essa ma in effetti lo spunto sul quale riflettere ci sta e non poco. Ora, che il podcast è un prodotto di nicchia a livello italiano come gli audiolibri è comunque un dato di fatto e se questa è una situazione destinata a restare tale non lo so. E’ un discorso molto lungo e complesso che riaffronteremo in modo più approfondito in un dibattito legato ai nuovi media, alle nuove forme di divulgazione, ma soprattutto alla refrattarietà delle disabilità nel nostro paese e a tutto ciò che infondo viene associato ad esse (vedi audiolibro appunto). Proprio sull’audiolibro ti do subito una dritta dato che nella nostra prossima puntata, sebbene l’argomento principale è il dramma di Haiti, parleremo di una bellissima iniziativa di un nostro amico podcaster, Edo, e della lettura registrata del Decamerone. Ancora una volta l’associazione Podcast e Audiolibri ritorna come vedi ;)
      Diffondere la cultura del podcast però non è detto che ne implichi per forza il cambiamento. Infondo in USA dove i podcast hanno utenze ben più ampie delle nostre, molti di essi, in un certo senso, hanno mantenuto la loro specificità indipendente, ma è un universo molto più variegato e complesso del nostro per poterlo analizzare in poche righe credo. Io poi non mi ci addentro nemmeno perché in realtà lo conosco poco.
      L’indipendenza di un podcast è fondamentalmente tutto, la sua forza sta nel non essere incastrato, inserito in un contesto editoriale e per quanto molte trasmissioni hanno raggiunto qualità quasi radiofoniche a livello tecnico e abbiamo un format anche autolimitante, restano comunque prodotti unici. Il caso di Digitalia ne è un po la testimonianza. Quella trasmissione ha grande qualità tecnica e un formar, che per quanto easy strutturalmente è funzionale e funzionante, si impone un limite e oltre quello è pura libertà di concetto (spesso un po semplificativo ma questo rientra nell’ordine dell’opinione). Tanto vale per DTUP, che ha una struttura molto più limitante perché il formar è molto più definito, la qualità è migliorata tantissimo e ciò nonostante, come dici tu, sarebbe altro se fosse trasmesso da un canale broadcast nazionale. Insomma, il podcast è un prodotto di nicchia, è un prodotto che merita attenzione e progredimento ma allo stesso tempo non deve perdere in nulla la sua natura… è una sorta di meccanismo inceppato? Lo domando perché in definitiva io nemmeno ho una risposta, come anche ha fatto notare Scaletta nel suo intervento. Tutti vorremmo un’evoluzione nazionale del medium ma nessuno sa verso che direzione e a che prezzo.
      Tornando alla diffusione, come dicevi anche tu su ADigitale Radio, sta nel rendere semplice, di accesso rapido ed immediato, il prodotto da usufruire. Questo, unito ad una campagna culturale di diffusione dove si scrive alla gente, guardate che ci stanno mezzi di divulgazione che parlano in modo diverso, nuovo, alternativo, avvicinatevi. Ma questo non si può fare perché come abbiamov sito in queste ultime settimane, non appena si prova a parlare di categoria riescono fuori gli individualismi, la sciocchezza e la pochezza generale e l’incapacità di comprendere che esprimere un’idea poi, a meno di gravi motivazioni di ripensamento, bisogna dimostrare coerenza e convinzione. Ecco perché io sto facendo partire un progetto che è mio e di Michela, nostro, che parte da noi, senza troppi fronzoli, discussioni, bisticci. Poi, chi vorrà, è il benvenuto.
      Concordo sul discorso del tempo… la nostra domanda infatti era proprio su quello, sul fatto che in definitiva è una scusa. Giuseppe stesso contraddice la sua affermazione in quanto ascoltatore. Ma come lui pendolare, lo son stato io, ma lo sono anche tutte le persone che nel traffico ascoltano stronzate e che magari potrebbero impegnare il loro tempo in modo diverso, come ascoltare un audiolibro di Ad Alta Voce o Di Tutto Un Podcast. Il tempo è sempre stato una scusa… per ogni cosa. Se si ha il tempo di ascoltare Baldini in macchina, sul bus o in altre circostanze, mentre si fanno le pulizie di casa o si sta facendo bricolage, allora si ha il tempo per ascoltare. Il problema resta sempre lì, culturale.
      Dato che questa nostra puntata è stato un esperimento insolito per il nostro stile di trasmissione te la butto li…
      perché non le diamo una replica… perché Pietro B. non torna dietro il mic per una direttona collegandosi con due o tre podcaster e proseguire questo dibattito?
      Daje Pie… ;)

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